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martedì 24 maggio - Aggiornato alle 17:47

«Shalabayeva, sequestro deciso dall’alto». Pm vuole processare il superpoliziotto che catturò Bernardo Provenzano

Perugia, chiesto il rinvio a giudizio per Renato Cortese (neo questore di Palermo) e Maurizio Improta

Alma Shalabayeva

di Enzo Beretta

La procura di Perugia ha chiesto il rinvio a giudizio di Renato Cortese, ex capo della squadra mobile romana, e di Maurizio Improta, già capo dell’ufficio immigrazione della questura di Roma, coinvolti nell’inchiesta sul caso di Alma Shalabayeva, la moglie del dissidente politico kazako Muktar Ablyazov espulsa dall’Italia nel maggio 2013. Per i due poliziotti e per l’ex ambasciatore kazako Andrian Yelemessov le accuse contestate a vario titolo riguardano ipotesi di falso e di sequestro di persona.

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Udienza preliminare in autunno La richiesta di rinvio a giudizio ricalca l’avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato circa tre mesi fa anche al giudice di pace romano Stefania Lavore – il suo coinvolgimento ha portato il fascicolo d’inchiesta a Roma come prevede l’articolo 11 del Codice di procedura penale – ossia il magistrato che convalidò il fermo della Shalabayeva. Nei capi d’accusa manca il movente e la politica ma secondo i pm «l’ordine è stato deciso dall’alto». Presunti abusi e omissioni vengono contestate anche ad altre sette persone: i diplomatici Nurlan Khassen (primo segretario), Yersan Yessirkeepov (incaricato agli affari consolari) e cinque agenti della squadra mobile. L’udienza preliminare dinanzi al giudice perugino Carla Maria Giangamboni non è stata ancora fissata ma potrebbe iniziare in autunno.

La cattura di Bernardo Provenzano Nei giorni scorsi Cortese, capo del Servizio operativo centrale della Polizia di Stato, è stato nominato questore di Palermo. La sua nomina è arrivata dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell’Interno Marco Minniti. Renato Cortese è dunque tornato in Sicilia dove l’11 aprile del 2006, quando comandava la sezione Catturandi, arrestò a Corleone il superboss di Cosa nostra Bernardo Provenzano.

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