di Marco Torricelli
Otto lavoratori della Sgl Carbon di Narni martedì mattina sono saliti in cima ad uno dei tre silos che sono sul piazzale principale dell’azienda, incatenandosi e spiegando che non sarebbero scesi fino a quando fossero arrivate risposte a proposito della situazione drammatica che sta vivendo lo stabilimento.
La storia Nei giorni scorsi i vertici tedeschi della società avevano annunciato la volontà di chiudere lo stabilimento, mentre domenica hanno comunicato in una lettera inviata a Governo e Regione la loro disponibilità a prendere in considerazione una cessione, partendo comunque dal fatto che il loro disimpegno da Narni non è una decisione rivedibile.
Il sindaco Ai piedi degli otto lavoratori saliti in cima al silos, alto 60 metri, c’erano tutti i loro colleghi di lavoro, i tre segretari territoriali dei sindacati di categoria, il sindaco di Narni Fancesco De Rebotti e l’assessore Marco De Arcangelis. Ed è stato proprio il sindaco, dopo un febbrile intrecciarsi di telefonate, a dare l’annuncio: il 6 marzo prossimo, alle 10, al ministero della sviluppo economico è stato organizzato un nuovo vertice per cercare di sbloccare la situazione. Dopo qualche minuto i lavoratori sono scesi a terra.
Le prospettive La parziale apertura al dialogo, da parte dei tedeschi – che hanno lasciato intendere di essere disponibili a prendere in considerazione la possibilità di cedere lo stabilimento narnese a qualche imprenditore intenzionato a proseguire nella produzione di elettrodi di grafite – dovrà ora essere verificata e, se risulterà concreta, accompagnata da azioni concrete, da parte del governo centrale e delle istituzioni locali.
