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giovedì 30 giugno - Aggiornato alle 21:44

Sequestro di persona e riti voodoo: il dramma di una fidanzata sfortunata

Perugia, il compagno la picchiava e la mordeva quando tornava ubriaco dalla discoteca. Ora è in carcere

di Enzo Beretta 

Sentita in incidente probatorio la fidanzata del 27enne nigeriano arrestato nei mesi scorsi dalla polizia a Fontivegge con l’accusa di maltrattamenti, lesioni e sequestro di persona. L’audizione protetta si è tenuta questa mattina in tribunale davanti al giudice per le indagini preliminari Valerio D’Andria. L’elemento di novità lo ha portato un’amica della persona offesa che in aula ha accennato a presunti condizionamenti di riti voodoo attraverso la spedizione di fotografie in Africa. L’imputato, tuttora detenuto nel carcere di Perugia, ha raggiunto il palazzo di giustizia scortati dagli agenti della polizia penitenziaria.

«Sensazioni dolorose» Stando alla ricostruzione della Procura della Repubblica che nel marzo scorso ha chiesto e ottenuto l’ordinanza di custodia cautelare dietro le sbarre per l’uomo, difeso dall’avvocato Alessio Trotta, il nigeriano «rendeva abitualmente dolorose le relazioni con la fidanzata convivente mediante sofferenze fisiche e morali che determinavano uno stato di avvilimento, attuate con anche mediante atti violenti capaci di produrre sensazioni dolorose». Dal 2010 non sono mancati «schiaffi e pugni»: ci sono le «cicatrici» a testimoniarlo e «in almeno una occasione la colpiva con oggetti vari fino a farla sanguinare». Ecco, dunque, altre minacce e un colpo con un frammento di specchio che ha causato alla donna «una vistosa ferita sul bicipite del braccio sinistro».

VIOLENZA CONTRO LE DONNE: I CONSIGLI PER LE VITTIME

Botte dopo la discoteca Ogni weekend la picchiava – si legge nel capo di imputazione – «solitamente di ritorno dalla discoteca dopo aver abusato di sostanze alcoliche». La percuoteva, una volta l’ha pure cacciata di casa e la poveretta è stata costretta ad andare a dormire a casa di una sua amica. In questo quadro di presunte violenze non sono mancati «pugni in testa e sul volto» ma neanche morsi «al braccio, sui fianchi e sul gluteo». Ogni fine settimana – prosegue l’accusa – spesso «dopo aver frequentato locali da ballo» e bevuto l’imputato «chiudeva la porta di casa, trattenendo le chiavi per impedire alla donna di scappare durante gli atti di violenza fisica». La persona offesa è rappresentata in aula dall’avvocato Massimo Brazzi.

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