di Maurizio Troccoli

Per ora vendi a noi la casa visto che hai toccato il fondo. Poi ti impegni a ricomprarla ad un prezzo molto più alto. Questo il quadro drammatico che emerge dalle indagini svolte dalle fiamme gialle ternane e che vede due professionisti indagati, per avere presumibilmente sfruttato la condizione di disagio economico di due ternani, ridotti in grave crisi economica. Li avrebbero indotti – secondo chi indaga – a firmare un documento nel quale si impegnavano a riacquistare l’abitazione in vendita, a condizioni economiche superiori al valore individuato per la cessione. Un commercialista e una donna agente immobiliare sono stati quindi arrestati dalla guardia di finanza di Terni per due casi considerati di usura.

Operazioni non ancora concretizzate A carico dei due, entrambi ternani, sono state eseguite ordinanze di custodia cautelare disposte dal gip Pierluigi Panariello su richiesta del sostituto procuratore Elisabetta Massini. Dall’indagine è emerso che le operazioni di compravendita immobiliare, risalenti al 2009 e al 2010, non si erano ancora concretizzate, essendo in una fase intermedia. In base a quanto accertato dalla gdf, il commercialista, di 49 anni, e l’agente immobiliare, 39enne, avevano cercato di acquistare due abitazioni di persone in difficoltà economiche.

Molte le famiglie in crisi Queste ultime avevano poi sottoscritto scritture private – sempre secondo l’accusa – che le impegnavano a riacquistare le stesse case a cifre molto superiori a quelle della vendita. E così emerge il quadro di un episodio che invita ad una riflessione su quanta miseria umana si scatena attorno a chi vive condizioni che urlano giustizia. Non soltanto nelle aule di tribunale, ma anche dal punto di vista sociale. Insomma quella solidarietà da più parti ostentata, quella moralità che è tanto rivendicata quanto assente e invisibile, quella solitudine che travolge chi si vede affondato nell’isolamento individuale per poi essere fatalmente attanagliato da un isolamento ben più drammatico, quello collettivo le cui responsabilità sono ben più ampie di quelle che si celebrano nelle aule processuali, lasciano interdetti e preoccupati rispetto alle dimensioni di fenomeni soltanto parzialmente  noti. In queste ore infatti, mentre i riflettori si accendono su un fatto di cronaca che vede travolti due ternani, chissà quante altre famiglie si trovano ad affrontare le grinfie di strozzini, speculatori ed usurai sicuri di farla franca. Servirà questo ennesimo episodio ad innalzare la soglia di attenzione sulle miserie umane e quella dell’indignazione e della denuncia collettiva?

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