di Enzo Beretta

Minacciava la fidanzata, di cui era tremendamente geloso, che «le avrebbe tagliato la testa e ci avrebbe giocato a palla se l’avesse lasciato». Con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni si ritrova sotto processo un campano di 43 anni. La Procura della Repubblica di Perugia lo ritiene responsabile di «condotte violente e prevaricatorie quali lesioni, minacce e altre violenze, anche psicologiche, nei confronti della convivente». Fatti avvenuti a Castiglione del lago «fino al maggio 2024», «anche in presenza dei figli minori», che hanno «provocato negli appartenenti al nucleo familiare una condizione psicologica di soggezione e paura, attesa la frequenza e la violenza delle aggressioni e dei litigi». 

Il morso alla guancia In una circostanza – ricostruisce il pm – «si è arrabbiato e ha morso la guancia» della persona offesa quando ha «tentato di darle un bacio» ma è stato «rifiutato». Poche settimane più tardi la donna si è sentita accusata di averlo tradito. «Ne nasceva un litigio durante il quale l’uomo sputava addosso alla compagna e metteva a soqquadro parte dell’abitazione, scagliando a terra il tavolo da pranzo e le sedie, minacciandola che le avrebbe tagliato la testa e ci avrebbe giocato a palla se l’avesse lasciato».

In ospedale Di quell’aggresione del 20 marzo 2024 parla il secondo capo di imputazione quando racconta delle «lesioni refertate (tumefazione di circa 3 cm dorso mano sinistra, escoriazioni sul collo, bilateralmente in esito di presa sul collo e lieve lobalsia vost traumatica) giudicate guaribili in 7 giorni dal personale del pronto soccorso dell’ospedale di Castiglione del lago».

Il cellulare e lo zaino I fatti proseguono un paio di mesi più tardi quando l’imputato – viene riportato negli atti giudiziari – dopo aver incontrato l’ex fidanzata «nei pressi della scuola dei figli l’aggrediva cercando di strapparle lo zaino di dosso perché convinto che la donna nascondesse un altro cellulare utilizzato per comunicare con un altro uomo». La donna, parte civile nel procedimento, è assistita dall’avvocato Sara Pasquino. L’udienza è rinviata al 9 ottobre.

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