di Maurizio Troccoli e Francesca Marruco
Lanciarono pietre contro i due autobus con dentro i tifosi del Perugia. Sfondarono vetri dei mezzi e poi se la presero anche con la polizia. E’ per gli scontri avvenuti il 30 agosto scorso prima e dopo la partita Nocerina -Perugia che quindici tifosi ultras della Nocerina sono stati arrestati venerdì mattina. Tra questi risultano 3 indagati per gli episodi di «minacce» ai giocatori della Nocerina, prima della partita contro la Salernitana durante la quale è stata inscenata la farsa, presumibilmente per «dare un segnale forte» ai tifosi e fare sospendere la partita.
I fatti Ma gli arresti di venerdì mattina sono relativi agli episodi di violenza del 30 agosto, quando sia prima che dopo l’anticipo serale della prima gara di Lega Pro, i tifosi del Perugia vennero aggrediti con delle sassaiole da quelli della Nocerina. In particolare, gli episodi in cui i due pullman scortati del Perugia vennero presi di mira dai tifosi campani, furono cinque: in due occasioni prima dell’arrivo allo stadio. Passando di fronte ad un bar, l’autista del mezzo dovette accelerare per schivare l’aggressione con mazze e pietre dei tifosi della Nocerina. Poi di nuovo lo stesso scenario nei pressi dello stadio: da dietro un terrapieno una nuova sassaiola, anche con lanci di bombe carta, peatrdi e bastoni. Comunque non finì lì, perchè dopo la partita, i due autobus vennero nuovamente aggrediti. Sempre con lo stesso modus operandi. Anche in autostrada. In questi epidosi rimasero feriti otto tra carabinieri agenti di polizia.
La beffa L’autobus poi, visti i danneggiamenti che aveva subito, era stato lasciato in una stazione di servizio nei pressi di Terni: i tifofi perugini della Brigata vennero dunque recuperati da un altro autobus della ditta da cui avevano noleggiato il primo. Oltre al danno dell’aggressione a Nocera Inferiore, ci fu anche la beffa: quell’autobus, decisamente riconoscibile, venne nuovamente danneggiato. Sembrerebbe da altri tifosi. Ma non ci sono risontri ufficiali in merito.
Le indagini Gli arresti di venerdì mattina sono stati eseguiti dalla Digos di Salerno insieme ai poliziotti di Nocera Inferiore su mandato del gip che ha accolto la richiesta della procura locale, ma nella primissima fase delle indagini, un apporto fondamentale arrivò anche dalla Digos della questura di Perugia diretta da Francesco Moretta. Furono gli agenti perugini infatti a raccogliere le denunce degli autisti dei pullman e di alcuni tifosi che raccontaono l’accaduto. Un lavoro sinergico per individuare chi aveva messo a ferro e fuoco una zona della città per una partita di calcio.
Il clamore mediatico La notizia è stata già lanciata dai principali media nazionali e fa ancora più clamore dopo le minacce e il caos creato in occasione dell’attesa partita tra Nocerina e Salernitana, durante la quale i giocatori della nocerina hanno inscenato infortuni per fare sospendere la partita, dopo essere stati – secondo notizie di stampa – «minacciati dai tifosi». Tra queste due tifoserie c’è un’antica rivalità e quella partita era attesa da anni. Ma gli arresti di venerdì mattina, all’alba, non riguardano questi recenti episodi sui quali sono in corso le indagini, ma le aggressioni ai pubblici ufficiali, durante gli scontri della prima gara tra la Nocerina e il Perugia.
Gli arresti Sono quattro i tifosi che finiscono in manette, mentre per gli altri 11 sono scattate le misure degli arresti domiciliari. Dovranno tutti rispondere di atti di violenza e quindi di aggressione e resistenza a pubblico ufficiale, porto di oggetti atti ad offendere e danneggiamento. Sono stati identificati grazie all’impianto di videosorveglianza del quartiere. Hanno tra i 19 e i 47 anni e alcuni sono
pregiudicati.
