di M.R.
Non c’è ancora una svolta nelle indagini suppletive disposte lo scorso luglio dal Gip del Tribunale di Terni Barbara Di Giovannantonio sul caso Corvi, dopo che la Procura aveva fatto un passo indietro rispetto alla richiesta di archiviazione proponendo invece di indagare ancora. I sei mesi concessi per scavare più a fondo nella vita di Roberto Lo Giudice, marito della giovane mamma scomparsa misteriosamente nell’ottobre del 2009, e di altre persone vicine alla donna di Amelia, sono scaduti lo scorso 14 gennaio; ma l’imminente cambio al vertice della Procura ternana finisce per far slittare i tempi. Da quanto si apprende, solo tra la fine della settimana in corso e l’inizio della prossima si saprà chi reggerà l’ufficio di Alberto Liguori fino a nuova nomina. Prima di allora dunque difficilmente si avranno sviluppi sui fascicoli del quale era titolare. Lo scorso lunedì comunque il magistrato a Umbria24 ha riferito che gli uffici di via del Teatro Romano non avevano ancora ricevuto l’esito delle analisi di laboratorio eseguite sulla traccia biologica rinvenuta dai carabinieri del Ros di Roma nel suv di Lo Giudice.
Giallo Corvi Tredici anni e poco meno di tre mesi sono trascorsi da quando Barbara Corvi, mamma di due figli, è scomparsa nel nulla da Montecampano di Amelia lasciando sgomenti i suoi familiari e l’intera comunità amerina. La sua storia è rimasta senza una verità, avvolta da un alone di mistero, dubbi che angosciano i suoi cari che non hanno mai preso in considerazione l’ipotesi che si sia allontanata volontariamente come mai hanno abbandonato la speranza di conoscere la verità. Di Barbara, da quell’ottobre del 2009, solo un paio di cartoline dalla Toscana arrivate a casa pochi giorni dopo ma sulle quali i suoi bambini non hanno riconosciuto la calligrafia della madre. Si è indagato a lungo sul marito Roberto Lo Giudice, senza mai trovare nulla che potesse risolvere il giallo e si è tornato a farlo un anno fa quando il procuratore capo della Repubblica di Terni Alberto Liguori, oggi prossimo a un trasferimento, ha riletto il caso accusando di omicidio e occultamento di cadavere della Corvi il marito, originario di Reggio Calabria, oggi 50enne, che l’aveva sposata. Le cose tra i due non andavano, lei aveva un amante. Motivi economici e sentimentali alla base della ricostruzion del quadro indiziario della Procura «nel rispetto della mentalità ‘Ndanghedista». Il corpo della donna però non è mai stato ritrovato e come sottolineato dal Riesame prima e dalla Cassazione poi, «non è possibile affermare con certezza che sia avvenuto un delitto e che Barbara Corvi sia effettivamente deceduta, in quanto nel corso delle indagini sono emersi elementi che consentono di ritenere ancora aperta la possibilità che si sia allontanata volontariamente».
La scomparsa di Barbara In questi mesi sono stati ascoltati nuovamente amici, parenti, l’allora amante di Barbara e l’attuale compagna del marito. A cosa porteranno le ulteriori indagini svolte sin qui, bisogna a questo punto attendere per scoprirlo. Secondo l’avvocato di Roberto Lo Giudice (che ancora oggi vive a pochi passi dall’abitazione della famiglia Corvi ad Amelia) Giorgio Colangeli, che lo difende assieme a Cristiano Conte «solo ‘distruzione’ della vita dell’indagato». A rappresentare la famiglia Corvi nelle aule giudiziarie invece è l’avvocato Giulio Vasaturo che si è mostrato soddisfatto per la decisione del giudice sei mesi fa. Per i cari di Barbara così come per l’associazione Libera che da sempre promuove iniziative per tenere vivo il ricordo della donna e tenere accesi i riflettori: «Non possiamo – aveva scritto il presidente Walter Cardinali lo scorso luglio – accettare l’idea di non conoscere la verità. Sappiamo, nel nostro cuore, che Barbara non è scappata, non si è nascosta dai suoi figli. Sappiamo che questa è una storia di violenza e sappiamo in quale contesto essa è maturata. Per questo, in ogni caso, continueremo ad essere dove siamo sempre stati, dalla parte di Barbara, della sua splendida famiglia, dalla parte delle vittime, fino a che non avremo verità e giustizia.
