Poliziotti in azione (Foto F. Troccoli)

di B.M.

Mancato rispetto del divieto di fumo nei locali, normativa sul consumo di alcolici trasgredita, videosorveglianza non autorizzata e lavoro part time usato come full time: è questo il bilancio dei controlli effettuati dal personale del commissariato di polizia di Città di Castello insieme agli ispettori dell’ufficio provinciale del lavoro, in alcuni locali a San Giustino.

Controlli Venerdì 22 febbraio personale del commissariato tifernate ed ispettori dell’ufficio provinciale del lavoro hanno messo in atto capillari controlli in alcuni locali ricettivi nella zona di San Giustino. Locali sia del centro storico abitato, che della periferia.

Violazioni Sono state sedici le violazioni rilevate dalla polizia amministrativa del commissariato. In quasi tutti i controlli è stato contestato il mancato rispetto ed osservanza del divieto di fumo nei locali pubblici, e le recenti disposizioni sulle norme riguardanti il consumo di bevande alcoliche. Inoltre altre irregolarità di carattere gestionale e documentale riguardanti settori non di specifica competenza, sono state comunicate agli enti e agli uffici preposti per stimolare le future ulteriori verifiche.

Posizioni lavorative Gli ispettori provinciali del lavoro hanno verificato nove posizioni lavorative rilevandone due irregolari: soggetti assunti e retribuiti part-time, ma di fatto svolgenti attività a tempo pieno. L’ufficio provinciale del lavoro provvederà al recupero contributivo per le ore lavorate e non dichiarate all’istituto previdenziale. Verranno inoltre emesse sanzioni amministrative per le infedeli registrazioni effettuate nella documentazione lavoristica.

Videosorveglianza non autorizzata Per un’azienda invece il personale ispettivo ha adottato una prescrizione obbligatoria per una violazione della normativa penale. E’ stato accertato infatti l’utilizzo di un sistema di videosorveglianza in assenza della prescritta autorizzazione che potesse scongiurare l’illecito controllo a distanza dei lavoratori. E’ stata quindi disposta l’immediata disattivazione dell’impianto, e la regolarizzazione in via amministrativa dell’impianto stesso.

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