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sabato 27 novembre - Aggiornato alle 01:33

San Gemini dice addio a Riccardo: rombo di motori e clacson per il suo ultimo viaggio

Più di cento persone al cimitero comunale per salutare il 23enne che ha perso la vita in un incidente in moto

di Maria Giulia Pensosi

L’abbraccio commosso dei familiari davanti al feretro, le magliette con scritto ‘Ci mancherai’, i palloncini bianchi in cielo. «Ciao Riccardo ora non ti sentiremo più sfrecciare per le vie del paese». Così domenica pomeriggio è stato salutato per l’ultima volta il giovane Riccardo Kahuqui, il ragazzo che ha perso la vita mercoledì sera lungo la Flaminia, in un incidente a bordo della sua moto verde mentre viaggiava in direzione Terni.

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L’incidente fra Terni e Spoleto Per il giovane, dopo l’impatto contro un camion, non c’è stato nulla da fare; la ragazza 22enne che era con lui è invece ricoverata in Terapia intensiva in prognosi riservata. Gli amici pregano perché possa rimettersi al più presto e intanto il saluto con cui omaggiano Riccardo è un inno alla sua passione per i motori. Più di 30 motociclette hanno seguito il feretro dall’obitorio dell’ospedale di Terni al cimitero di San Gemini. La testimonianza di chi non sopporta di saperlo in quella bara bianca ricoperta di fiori e tenta di fargli arrivare il suono dei mezzi a due ruote che amava tanto. Come a dire ‘Non ti dimenticheremo mai, sarai in ognuno dei chilometri che ci troveremo a percorrere’. Davanti alla tomba all’interno del cimitero comunale si sono raccolte più di cento persone tra pianti e abbracci. La famiglia di Riccardo, musulmana, ha comunque chiesto al parroco della città di dare la sua benedizione al figlio: «In realtà lui portava dentro di sé la presenza di Dio che è uno, uno per tutti». Le ultime parole degli amici e dei familiari: «Il dolore non si può spiegare – ha detto il fratello stremato dai singhiozzi – ho sperato anche l’impossibile, avevamo tanti progetti insieme, non ci sarà un giorno che non ti penserò, rimarrai sempre con me. Proteggici e guardaci da lassù, indicaci la strada giusta. Ciao fratello mio».

 

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