Un uomo di fronte a un portatile (foto di Kaitlyn Baker su Unsplash)

Sono stati denunciati per concorso nel reato di furto una donna di 32 anni e il suo compagno di 24, ritenuti responsabili della sottrazione di un pc portatile avvenuta nell’ufficio del fratellastro della donna. L’attività investigativa, portata avanti dalle forze dell’ordine di Foligno, è scattata in seguito alla segnalazione dello stesso derubato, che aveva notato l’anomalia del furto: nessun segno di effrazione sulla porta dell’ufficio, circostanza che aveva fatto immediatamente pensare a un autore in grado di accedere con facilità, probabilmente in possesso delle chiavi.

Indagini Gli investigatori hanno quindi avviato un’attenta analisi delle immagini di videosorveglianza. Nonostante il volto del ladro fosse coperto, alcuni dettagli hanno permesso di identificarlo in un giovane 24enne, legato sentimentalmente proprio alla sorellastra del derubato. Le indagini hanno consentito di accertare che il giovane era riuscito ad entrare in possesso delle chiavi dell’ufficio grazie alla complicità della compagna, che gliele aveva fornite. Il furto è stato così commesso senza alcuna forzatura.

Recupero Dopo aver indirizzato le ricerche al possibile tentativo di rivendere il pc per ottenere liquidità, gli investigatori hanno avviato ulteriori accertamenti, anche considerando che la donna, poteva aver tentato proprio questa strada. Anche il derubato si è attivato autonomamente – si apprende – recandosi in diversi negozi specializzati della città per fornire la descrizione dettagliata del proprio computer. L’iniziativa ha dato i suoi frutti quando il titolare di un negozio di rivendita di smartphone e pc usati ha contattato il proprietario del portatile, informandolo che una coppia gli aveva appena lasciato in visione un computer corrispondente esattamente alla descrizione fornita.

Esito L’uomo si è recato immediatamente nel negozio e ha recuperato il proprio pc portatile. Al termine degli accertamenti, gli agenti hanno denunciato entrambi i responsabili alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto, contestando loro il concorso nel reato di furto.

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