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martedì 18 maggio - Aggiornato alle 10:13

Rissa e ragazzo ucciso, il giovane estradato condannato a 7 anni

Tre ore di camera di consiglio poi la sentenza: un’altra condanna, cinque patteggiamenti e un’assoluzione

Filippo Limini e il parcheggio in cui è morto

di Chiara Fabrizi

Due condanne, cinque patteggiamenti e un’assoluzione. Questa la decisione del gup Valerio D’Andria al termine di tre ore di camera di consiglio sulla rissa costata la vita allo spoletino Filippo Limini 25 anni, trovato morto sull’asfalto di Bastia Umbra la notte di Ferragosto.

Omicidio preterintenzionale La pena più pesante col rito abbreviato è a carico di Valentino Neculai, 20 anni, condannato a sette anni per omicidio preterintenzionale e rissa. Accolte in toto, dunque, le richieste del pm Paolo Abbritti per il giovane, difeso dall’avvocato Francesco Cinque, considerato colui che ha colpito l’operaio spoletino con calci e pugni mentre era già a terra. Valentino si trova in carcere da diverse settimane dopo che è stato estradato dalla Germania e per il momento la difesa non conta di chiederne la liberazione. Ha patteggiato tre anni sempre con la stessa accusa, invece, il coetaneo Denis Hajderlliu che, difeso dagli avvocati Daniela Paccoi e Salvatore Adorisio, ha ammesso di aver dato un pugno in faccia alla vittima.

I due in auto Stesso rito alternativo anche per Brendon Kosiqi, anche lui 20 anni, che era al volante della Opel Corsa che ha investito e ucciso Limini: lui, difeso dagli avvocati Delfo Berretti e Aldo Poggioni, ha patteggiato quattro anni per omicidio stradale e rissa. Ridotta dal gup, invece, la richiesta di condanna a carico di Kevin Malferteiner, 23 anni, che il pm aveva formulato in due anni e otto mesi: il giovane, che sedeva accanto al conducente Brendon, è stato assolto dal giudice dall’accusa di omicidio stradale in cooperazione colposa, come richiesto dagli avvocati Guido Rondoni e Fabiana Massarella, ma è stato condannato condannato con rito abbreviato a 10 mesi per rissa.

Gruppo degli spoletini  Per il gruppo degli spoletini che erano in compagnia della vittima, invece, ha patteggiato dieci mesi per rissa subordinati allo svolgimento di lavori di pubblica utilità Ionut Tardea, difeso dall’avvocato Bellingacci, mentre hanno patteggiato quattro mesi (pena sospesa) sia Emanuel Dedaj che Denis Radi, difesi dagli avvocati Antonio Aiello e Walter De Fusco, mentre è stato assolto con l’abbreviato Altin Lacaj per il quale Abbritti aveva sollecitato una condanna a sei mesi, mentre il difensore Roberto Quirini ha chiesto e ottenuto sempre con l’abbreviato l’assoluzione. Il giudice non ha disposto provvisionali rimandando il risarcimento in sede civile.

@chilodice

 

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