di Enzo Beretta
Erano finiti in cinque davanti al giudice di Perugia con l’accusa di rissa per quella brutta lite avvenuta nel 2017 alla fine di una giornata trascorsa nella moschea di Umbertide. Sei anni dopo la vicenda si conclude con la remissione delle querele. I fatti si sarebbero comunque prescritti entro il 2024, la prossima udienza è stata dunque fissata nel 2025 quando il tribunale di Perugia dichiarerà formalmente la prescrizione.
La rissa Prima del rinvio a giudizio due marocchini – l’imam Chafiq El Oqayly e Abdesselame Azza – erano finiti all’ospedale con prognosi di 25 e 30 giorni. Nel corso di quello che è stato definito in Procura un «acceso diverbio» il presidente e imam del Centro culturale islamico di Umbertide era stato percosso con un pugno al volto e un calcio sul fianco: riportò la frattura di una costola. Il rivale – secondo la ricostruzione – percosso dall’imam e dagli altri tre imputati Faouzi Zairi , Mohamed El Aseri ed El Mostapha En Nado – venne «spintonato e colpito con pugni al volto e calci al corpo anche dopo averlo fatto cadere a terra». Azza riportò fratture all’occhio e contusioni multiple per le quali fu necessario il ricovero in ospedale e l’«intervento chirurgico di ricostruzione di entrambi i pavimenti delle orbite». «Con l’aggravante di aver procurato alla persone offesa – scrive il pm Mara Pucci – l’indebolimento permanente dell’organo della vista». La vicenda è praticamente conclusa, come detto, con il ritiro delle querele. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Francesco Paolieri e Antonio Cozza.
