La Procura generale di Perugia ha chiesto la conferma delle condanne per Paolo D’Incecco e Mauro Di Blasio, dirigente e funzionario della Provincia di Pescara, imputati nel processo di appello bis per la tragedia di Rigopiano. A invocare la conferma dei tre anni e quattro mesi è stato il sostituto procuratore generale Paolo Berlucchi al termine della sua requisitoria, durante la quale ha ribadito che, a suo giudizio, non è intervenuta la prescrizione per il reato di omicidio colposo contestato ai due tecnici. La nuova fase processuale è stata disposta dopo che la Corte di Cassazione, lo scorso dicembre, ha annullato la precedente sentenza d’appello. La tragedia di Rigopiano si consumò il 18 gennaio 2017, quando una valanga travolse l’hotel di Farindola causando la morte di 29 persone, tra cui il ternano Alessandro Riccetti.
Contesto Il processo di appello bis coinvolge complessivamente dieci imputati, le cui posizioni sono state rinviate a Perugia dalla Suprema Corte. Oltre alla conferma della condanna per falso dell’allora prefetto di Pescara, Francesco Provolo, la Cassazione aveva annullato le condanne dell’ex sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, di un tecnico comunale e dei due tecnici provinciali, disponendo un nuovo giudizio. Appello bis anche per i sei dipendenti del servizio di Protezione civile regionale, già assolti in primo e secondo grado dalle accuse di disastro, lesioni e omicidio colposi. La requisitoria del sostituto procuratore generale è ancora in corso.
