Rifiuti, foto generica archivio U24

Un’area industriale destinata alla produzione di prefabbricati in calcestruzzo e vasche per il trattamento delle acque è stata sottoposta a sequestro penale nel Perugino al termine di un’ispezione che ha portato alla contestazione di gravi violazioni ambientali. Al centro dell’accertamento un’azienda rappresentata da un trentenne italiano, denunciato all’autorità giudiziaria in stato di libertà.

L’intervento, condotto dal Nucleo operativo ecologico delle forze dell’ordine, ha fatto emergere una gestione irregolare dei rifiuti in violazione del Testo unico ambientale. Su parte dei piazzali aziendali sarebbe stato accertato un deposito incontrollato di rifiuti, sia pericolosi sia non pericolosi, privo di autorizzazioni e delle necessarie misure di protezione. Le superfici risultavano prive di pavimentazione e di sistemi idonei a prevenire il rischio di contaminazione del suolo e delle falde acquifere.

Secondo quanto ricostruito durante l’ispezione, nel piazzale dell’azienda, a ridosso di terreni agricoli e di una casa colonica, erano accatastati rifiuti di varia natura insieme a scarti della produzione di materiali a base di cemento. In più punti sarebbe stato rilevato il rilascio di sostanze liquide di tipo fangoso, potenzialmente in grado di raggiungere corsi d’acqua superficiali o sotterranei presenti nell’area.

All’interno di alcuni container sarebbero stati inoltre accumulati in modo disordinato ingenti quantitativi di reti e materiali metallici, ritenuti scarti del ciclo produttivo, insieme a bancali in legno, cisterne in plastica per liquidi, pneumatici fuori uso e residui plastici. Tutti i materiali risultavano mescolati tra loro, senza alcuna indicazione sulla tipologia dei rifiuti o sulla loro corretta gestione.

Tra gli elementi ritenuti più critici dagli accertatori figura il rinvenimento di imballaggi vuoti con residui di sostanze pericolose, abbandonati sul terreno insieme a contenitori a pressione di gas pericolosi. Anche in questo caso, la presenza di vegetazione spontanea attorno ai rifiuti avrebbe indicato un deposito protratto nel tempo e l’assenza di qualsiasi attività regolare di smaltimento.

Alla luce del quadro emerso, è stato disposto il sequestro dell’intera area aziendale per impedire ulteriori conferimenti di rifiuti. Nel corso delle verifiche sarebbero inoltre emerse presunte irregolarità di natura edilizia, per le quali è stato interessato l’ufficio tecnico comunale competente, chiamato a svolgere gli accertamenti di propria competenza.

Il legale rappresentante dell’azienda è stato quindi denunciato alla Procura della Repubblica di Perugia per le violazioni penali contestate. Parallelamente sono state avviate le procedure amministrative finalizzate al ripristino dello stato dei luoghi e al corretto smaltimento dei rifiuti presenti, con successive verifiche sull’ottemperanza delle prescrizioni.

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