L'attuale impianto di Casone (Foligno)

Quattro nuovo impianti per il trattamento dei rifiuti, in un caso (Belladanza) specificatamente per gli indifferenziati e in tre (Belladanza, Pietramelina e Casone) per quello della frazione organica. Non solo. In cantiere anche un impianto di produzione biogas con digestione anaerobica (Belladenza) e uno analogo con successiva raffinazione a biometano (Casone).

36 mln di investimenti, 7.7 mln dalla Regione La giunta regionale ha destinato 7.7 milioni di euro provenienti dal Par-Fsc (programma attuativo regionale del Fondo per lo sviluppo e la coesione) per cofinanziare investimenti programmati dall’Ati 1,2 e 3 che valgono complessivamente 36 milioni di euro. Una montagna di soldi il cui fine è quello, spiega una nota di palazzo Donini, «di potenziare la capacità di trattamento dei rifiuti organici mediante l’impiego delle migliori tecnologie in termini di efficienza del processo, riduzione degli scarti e miglioramento delle prestazioni ambientali».

Belladanza, indifferenziata e organico ma anche biogas In particolare, a Belladanza è prevista la realizzazione di un nuovo impianto di pretrattamento dei rifiuti indifferenziati prodotti nell’Ati 1, oggi trattati nell’impianto di Ponte Rio (Perugia), ma anche un nuovo impianto di compostaggio della frazione organica per la produzione di compost e una linea di digestione anaerobica per la produzione di biogas destinato alla valorizzazione energetica. «Il complesso impiantistico di Città di Castello – sono state le parole di Rometti – consentirà all’Ati 1 di essere autosufficiente per quanto riguarda il trattamento dei rifiuti organici».

A Pietramelina (Perugia), invece, si procederà all’adeguamento dell’impianto esistente in ottica di miglioramento delle prestazioni impiantistiche, quindi per ottimizzare il recupero di materia attraverso il compostaggio per la produzione di ammendante compostato da utilizzare in agricoltura. Consentirà, inoltre, di realizzare nuove strutture allo scopo di condurre il processo di trattamento dei rifiuti organici in ambiente controllato e l’implementazione dei sistemi di captazione e trattamento delle emissioni in grado di abbattere nell’ambiente circostante le emissioni di odori, sia nelle fasi di ricezione dei rifiuti che in quelle di processo.

Casone, potenziamento e biogas Infine, l’intervento previsto a Casone (Foligno) consiste nel potenziamento dell’impianto di compostaggio dei rifiuti organici e nell’introduzione di una linea di biodigestione anaerobica per la produzione di biogas e la successiva raffinazione a biometano che potrà essere utilizzato nella rete Vus, la società che gestisce il servizio nello Spoletino, Folignate e Valnerina, per l’alimentazione dei mezzi per la raccolta dei rifiuti.

L’assessore Rometti che ha proposto e ottenuto dalla giunta regionale la destinazione dei 7.7 milioni di euro ha affermato: «Questa impiantistica è strategica nel sistema regionale di trattamento dei rifiuti, poiché c’è un costante aumento dei quantitativi di rifiuti organici raccolti in forma differenziata. Il successivo trattamento dei rifiuti organici – ha articolato – consente di ridurre notevolmente la necessità di conferimento in discarica di una frazione particolarmente problematica e pericolosa, come quella organica, destinandola più appropriatamente a processi di compostaggio e digestione anaerobica finalizzati alla produzione, rispettivamente, di fertilizzanti e combustibili. I vantaggi – è la posizione di Rometti – non sono solo ambientali, perché la valorizzazione energetica del biogas prodotto dal trattamento dei rifiuti organici determina ricavi che si aggiungono alla riduzione dei costi derivante dal mancato smaltimento, contribuendo a mitigare il costo complessivo del ciclo di gestione dei rifiuti e alleggerendo quindi la tariffa a carico dei cittadini».

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