Quarantacinque giorni. È questa la scadenza, anche se potrebbe arrivare molto prima, entro cui i giudici della Terza sezione del Tar del Lazio pubblicheranno la sentenza sul ricorso presentato dagli ex amministratori della Spoleto credito e servizi (Scs)contro il decreto con cui il ministero dell’Economia e delle Finanze ha posto in amministrazione straordinaria la stessa società cooperativa che controlla la Banca popolare di Spoleto.
Decisione entro 45 giorni Mercoledì il ricorso, arrivato per la discussione di merito davanti al collegio dei giudici amministrativi (presidente Tagliente, consiglieri Biancofiore e Brandileone), è stato «mandato in decisione» nella fase preliminari dell’udienza, dopo che le parti non hanno fatto emergere la necessità di ulteriori approfondimenti.
Per ricorsi Bps udienza il 22 gennaio Davanti alla Terza sezione anche altre tre ricorsi, presentati da altrettanti ex amministratori di Bps,che hanno impugnato il decreto di commissariamento dell’istituto di credito. In questo caso, invece, la discussione di merito è stata rinviata al 22 gennaio.
Tedeschini: «Scs non poteva essere commissariata» Al Corriere.it l’avvocato Federico Tedeschini, che assiste gli ex Scs, ha spiegato: «Il ricorso mandato in decisione oggi – spiega il legale – ha un motivo in più rispetto agli altri ricorsi sul commissariamento della banca, perché la cooperativa di Credito e Servizi non è qualificabile come capogruppo in quanto non si tratta di una banca» e dunque non andava commissariata.
