La Corte d’Appello di Perugia ha revocato la maxi confisca scattata nel maggio 2019 su circa 2 milioni di beni immobili e mobili a carico del broker spoletino Alessandro Santi. Nei mesi scorsi a suo carico il gup del tribunale di Spoleto ha disposto il rinvio a giudizi per reati finanziari e tributari, oltreché per esercizio abusivo dell’attività finanziaria, con il processo che si aprirà nel marzo 2021.
Revocata maxi confisca di beni al broker Con provvedimento collegiale (presidente Massei a latere Battistacci e Venarucci), la Corte d’Appello hanno accolto le richieste della difesa del broker, rappresentato dall’avvocato Alessandro Ricci del foro di Perugia, ritenendo «non esistente il requisito dell’abituale dedizione al delitto» a carico di Santi e riconoscendo che lo spoletino ha svolto attività professionale non sospetta per un periodo superiore a quello contestato dagli inquirenti. Punto, questo, su cui insiste il difensore rilevando che «la ristrettezza temporale delle attività finanziarie svolte nel periodo di interesse investigativo, e della cui legittimità si discuterà in sede processuale, ma si consideri che ad oggi delle evocate oltre 4000 polizze fideiussorie emesse nessun beneficiario ha mai lamentato nulla, ha consentito alla Corte di Appello di escludere che Santi sia un soggetto socialmente e fiscalmente pericoloso. Attendiamo a breve – conclude – la materiale restituzione di tutti i beni, tra i quali la casa coniugale».
