Teatro Verdi (foto Rosati)

di Chiara Fabrizi

Comune di Terni condannato dal Tar dell’Umbria a pagare quasi 130 mila euro per i lavori da 1,5 milioni aggiudicati e poi revocati sul teatro Verdi. I giudici amministrativi hanno accolto la domanda di accertamento della responsabilità precontrattuale a carico del municipio presentata dalla Krea costruzioni srl a cui, il 30 dicembre 2016, erano stati assegnati i lavori del primo stralcio di intervento salvo poi, era il 5 settembre 2017, avviare il procedimento di revoca mai recapitato all’impresa, e, infine, il 23 ottobre scorso, arrivare al concreto ritiro dell’aggiudicazione dell’appalto.

Verdi, condanna da quasi 130 mila euro In questo senso, il collegio (presidente Potenza, a latere Mattei e Amovilli) ha evidenziato «il lunghissimo lasso temporale intercorrente tra l’aggiudicazione» e la revoca, considerandolo «dimostrazione della negligenza del Comune e della cattiva amministrazione, poiché – si legge in sentenza – le gare per l’affidamento dei contratti pubblici devono svolgersi celermente, nel rispetto dei principi di concentrazione e speditezza delle procedure». Pur respingendo la richiesta dell’impresa di annullare tutti gli atti comunali relativi ai lavori e pure la domanda risarcitoria per il lucro cessante, «non avendo la Krea costruzioni fornito prova della perdita di ulteriori occasioni contrattuali a causa dell’impegno derivante dall’aggiudicazione non sfociata nella stipulazione», il Tar dell’Umbria ha comunque riconosciuto «la piena risarcibilità di tutte le spese sostenute per l’elaborazione dell’offerta, poiché strumentali alla partecipazione alla gara». Nel dettaglio la ditta, rappresentata dagli avvocati Giovanni Diotallevi e Alessandra Fagotti, «ha debitamente documentato di aver sostenuto costi per l’elaborazione dell’offerta tecnica e per la consulenza fiscale, amministrativa, legale e finanziaria necessaria per la partecipazione alla gara, in considerazione della complessità dei lavori da eseguire», presentando un conto che complessivamente è stato quantificato in 128.539,09 euro, comprensivo «del rimborso, a titolo di risarcimento del danno emergente, delle spese generali (costo del personale e costo della struttura) nella misura del 25 per cento dell’importo delle spese vive di partecipazione alla gara». Da qui la condanna a cinque zeri per il Comune.

@chilodice

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