L'ex presidente della Bps Antonini e l'ex dg Pallini

di Chiara Fabrizi e Francesca Marruco

«Come le risultanze documentali comprovano non esistono problemi giuridici di natura alcuna, in ordine alle ipotesi di reato». Giovannino Antonini, presidente della Spoleto Credito e Servizi (Scs) indagato dalla Procura di Spoleto per appropriazione indebita e ostacolo alla vigilanza dell’Autorità pubblica, in una nota della holding, respinge ogni addebito e spiega di essere «tranquillissimo».

Morcella: «Ricostruzione inverosimile» Ad essere ancora più chiaro è l’avvocato Manlio Morcella, che assiste Antonini. «Ci adeguiamo agli sviluppi investigativi – spiega il legale a Umbria24 – le contestazioni sono assolutamente infondate e risentono di una ricostruzione inverosimile, tutte le linee di credito sono state concesse nel pieno rispetto della normativa». Dal finanziamento di 800mila euro concesso ad Alessandro Monaldi senza alcuna garanzia alle presunte somme corrisposte in assegni che, secondo l’ipotesi degli inquirenti, Antonini avrebbe ricevuto in cambio del proprio interessamento alle pratiche, ci sarebbero precisi riscontri documentali che attesterebbero la correttezza delle procedure seguite. E poi: «É un’aggressione – prosegue l’avvocato – da cui ci difenderemo e di cui individueremo la regia».

La reazione Antonini, nel frattempo, ha già chiarito con la nota della Scs, che l’inchiesta e gli avvisi di garanzia, «notificati con una tempistica opinabilmente successiva al comunicato stampa diffuso dalla procura della Repubblica di Spoleto», non intaccherà «la filosofia che da sempre persegue da sempre la controllante della Bps, filosofia che vuole garantire, comunque, autonomia e indipendenza piena dell’Istituto, ovvero di una società quotata, troppo spesso non considerata tale».

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