Rave party a San Venanzo, 41 denunce. È stato chiuso in queste ore dai militari di Orvieto il cerchio intorno al gruppo di giovani di età compresa tra 20 e 35 anni che lo scorso 15 e 16 agosto, nonostante la raffica di controlli predisposti dai militari preventivamente informati dell’evento abusivo, avevano raggiunto i terreni montani di proprietà privata dove per lunghe ore avevano ballato senza sosta.

Rave party di Ferragosto a San Venanzo Gli uomini del capitano Marco Rovaldi era venuti a conoscenza del rave attraverso i social network utilizzati per organizzare la festa e per questo avevano disposto una serie di posti di blocco stradali nelle arterie viarie circostante, procedendo al controllo di diverse decine di persone che avevano quindi desistito. Altri, però, avevano aggirato le pattuglie dei carabinieri, camminando a piedi e per lunghi chilometri nella zona boschiva fino per l’appunto a raggiungere il terreno privato. Il rave party è andato comunque in scena sotto gli occhi attenti dei militari che avevano predisposto una serie di servizi di osservazione utili a identificare i partecipanti.

Quarantuno denunce Gli accertamenti del caso, utili a dare un nome ai volti dei giovani, si sono conclusi in queste ore con la denuncia a piede libero di 41 persone provenienti da Umbria, Lazio, Toscana, Marche, Emilia Romagna e perfino Veneto e Lombardia. Per loro l’accusa è di invasione di terreni, disturbo delle occupazioni delle persone, deturpamento di cose altrui, danneggiamento ed abbandono di rifiuti. A loro carico è stato emesso anche il divieto di ritorno dal Comune di San Venanzo allo scopo di evitare che nuovi rave party possano verificarsi, anche perché nel 2014 nella stessa zona e con le stesse modalità.

 

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