mercoledì 5 agosto - Aggiornato alle 04:01

Dopo due rapine nei supermercati si chiude nell’armadio del complice: «Gioco a nascondino»

In manette un 51enne responsabile di due colpi a Ponte Felcino e Bastia. Denunciato il complice di 39 anni

Da sinistra Fringuello, Felici, Sivori e Roscioli

di Daniele Bovi

Si era nascosto nell’armadio di casa del complice l’uomo di 51 anni responsabile, insieme a un 39enne di Assisi, di due rapine messe a segno nelle ultime settimane a Perugia; due colpi che per le loro modalità avevano destato particolare allarme. A risalire ai due sono stati i carabinieri e la polizia di Perugia insieme agli agenti del commissariato di Assisi, che hanno tenuto mercoledì una conferenza stampa a Perugia per spiegare i dettagli dell’operazione. Il primo colpo era stato messo a segno a Ponte Felcino il 18 giugno intorno alle 12, fuori dal supermercato Emi, dove a una 70enne erano state portate via l’auto (ritrovata la sera stessa), il cellulare, la borsa e 700 euro in contanti. Il 3 luglio invece, visto il magro bottino dei giorni precedenti, viene messo nel mirino intorno alle 19.30 il Penny Market di Bastia Umbra, a pochi passi da dove era stata ritrovata l’auto rubata a Ponte Felcino; il 51enne in questo caso, dopo essersi messo in fila ha puntato contro la cassiera una pistola falsa (una Beretta semiautomatica simile a quella in dotazione alle forze dell’ordine), facendosi consegnare i 1.600 euro custoditi in quel momento nella cassa.

Le indagini Preziose si sono rivelate le immagini catturate dalle telecamere fuori dal supermercato Emi e da quelle allo svincolo della E45 di Ponte Felcino: è grazie a questi video infatti che carabinieri e polizia vedono la Volkswagen Polo rubata alla 70enne e poi, a breve distanza, un’Audi nera intestata alla moglie del 39enne assisano, una 25enne che come il marito ha alcuni precedenti per truffa. La Polo è stata ritrovata la sera del 18 giugno a Bastia, vicino al Penny, e il piano dei due era quello di usarla in futuro per altri colpi. L’Audi, invece, viene inquadrata in orari compatibili con le due rapine anche dalle telecamere del Comune di Bastia: gli inquirenti la vedono precedere la Polo, seguirla e poi affiancarla per far salire il 51enne e proseguire la fuga. A quel punto carabinieri e polizia pedinano l’auto e poi decidono di entrare nella casa del 39enne e della moglie dopo aver notato un uomo fumare in terrazza.

Nascondino Una volta nell’appartamento, però, in un primo momento poliziotti e carabinieri non trovano nessuno. Il 51enne infatti, incensurato e arrivato in Umbria per mettere a segno una serie di rapine, si era nascosto in un armadio sotto una pila di vestiti sostenendo che era lì per giocare a nascondino con i due figli piccoli della coppia. Nei dintorni di casa, invece, viene rintracciato il 39enne ed entrambi hanno subito ammesso le loro responsabilità, permettendo alle forze dell’ordine di trovare nel garage, in una busta di plastica, la pistola e le chiavi della Polo. Agli inquirenti, il 39enne ha spiegato di essere disperato perché senza soldi né lavoro. Il 51enne, poi riconosciuto dalle vittime dei due colpi, è stato arrestato e portato a Capanne (il provvedimento è stato convalidato mercoledì) mentre il complice è stato denunciato a piede libero per rapina in concorso. A tenere la conferenza stampa il colonnello Marco Sivori, il maresciallo Mirco Fringuello, il commissario Roberto Roscioli e dal vice capo della squadra mobile Adriano Felici; tutti hanno sottolineato l’importanza della collaborazione tra i due corpi e il fatto che sia stata «un’indagine nata dal basso, grazie a chi conosce bene il territorio. Il lockdown ha rinsaldato meccanismi e sinergie».

Twitter @DanieleBovi

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