Nove persone sono state arrestate all’alba tra Perugia, Marsciano, Assisi, Città di Castello, Spello e Umbertide. Per sei di queste si sono aperte le porte del carcere, mentre per le restanti tre il gip ha disposto gli arresti domiciliari. Nell’inchiesta, che ipotizza a vario titolo i reati di tentato omicidio, rapina aggravata, spaccio ed estorsione, sono rimasti coinvolti sette italiani e due albanesi.

Rapine, spaccio e tentato omicidio A dare input alle indagini, scattate nel marzo scorso, è stato il ferimento di uno degli indagati, accoltellato al torace e al collo. Le investigazioni hanno fatto emergere come l’uomo facesse parte di un gruppo di spacciatori di cocaina che operava nella zona dell’Alta Valle del Tevere. I pusher, secondo gli accertamenti, si erano anche resi autori di qualche rapina a commercianti e ad altri spacciatori. In particolare, è emerso che gli spacciatori venivano attirati dai rapinatori che si fingevano clienti, ma invece di acquistare la droga li minacciavano, picchiavano e rapinavano. E proprio un simile episodio ai danni di uno spacciatore è risultato essere all’origine dell’accoltellamento.

Nove arresti in mezza Umbria Secondo la ricostruzione degli inquirenti, infatti, uno degli indagati con una sua complice avevano rapinato uno spacciato, esplodendo anche dei colpi di pistola, risultata poi una scacciacani. Pochi giorni dopo, il pusher si sarebbe vendicato raggiungendo il rapinatore in una struttura ricettiva e accoltellando ripetutamente. Nell’indagine, poi, risulta che la pistola scacciacani sia stata utilizzata per altre due rapine una messa a segno in una tabaccheria di Perugia e l’altra ai danni del gestore di un agriturismo. Un’altra rapina ai danni di uno spacciatore, invece, risale al maggio scorso quando tre delle persone arrestate hanno contrattato l’acquisto di 5 grammi di cocaina e al momento dell’acquisto hanno immobilizzato il pusher con le fascette da elettricista, sottraendogli 110 euro, la droga e il cellulare. In quella circostanza, però, i tre sono stati subito fermati dagli investigatori, che li stavano tenendo d’occhio da settimane.

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