
di Ivano Porfiri e Francesca Marruco
Sono riprese a pieno ritmo le ricerche di Elisa Benedetti, 25 anni di Città di Castello, di cui si sono perse le tracce da sabato notte. I vigili del fuoco, insieme a protezione civile, corpo forestale dello Stato e le unità cinofile dei carabinieri sono impegnati in battute nella zona tra Casa del Diavolo, Civitella Benazzone e Morleschio, nell’estrema periferia nord di Perugia. Alle ricerche si sono uniti anche sei o sette amici della ragazza. Nella serata di domenica i carabinieri della compagnia di Perugia hanno ascoltato alcune persone con cui la ragazza è entrata in contatto nelle ultime ore prima di far perdere le proprie tracce. A questo proposito si stanno cercando piste sulle eventuali chiamate fatte e ricevute dalla giovane prima di svanire nel nulla. Sulla vicenda gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo.
Svanita nel nulla Una serata «brava», poi il mistero. L’auto sulla quale viaggiava è stata trovata nella mattinata di domenica nei boschi di Civitella Benazzone, nei pressi del torrente Ventia. Le unità cinofile della protezione civile di Marsciano, insieme a quelle dei carabinieri di Bastia Umbra e dei vigili del fuoco, hanno battuto palmo a palmo la zona in cui è stata ritrovata la Fiat Punto. Ma della giovane, come detto, ancora non c’è traccia. E le ricerche sono proseguite per tutta la notte.
Il bar di Ponte Rio Secondo alcuni testimoni (alcuni si sono presentati spontaneamente nella «Casa dei popoli» di Casa del Diavolo, diventata un campo base per le ricerche), la giovane sabato sera, insieme a una sua amica di 27 anni, dopo aver iniziato la serata «alcolica» a Perugia, è arrivata nel bar del distributore Ip di Ponte Rio intorno alle 21.30. Il gestore del locale ha raccontato di averle viste mentre parlavano con dei ragazzi magrebini, alcuni noti frequentatori del bar, altri che lui non conosceva. Avrebbero comprato delle birre, si sarebbero scambiati i numeri di telefono, ma poi le auto si sarebbero allontanate in due diverse direzioni.
Stranieri in caserma I carabinieri hanno ascoltato a lungo due fratelli magrebini, forse tunisini. In serata sono stati anche portati nella caserma di via Ruggia, sede del comando provinciale dei carabinieri di Perugia, con altre due persone, da quanto si apprende per verbalizzare le loro dichiarazioni. I fratelli magrebini, che vivono a poche centinaia di metri dal bar del distributore pare abbiano sostanzialmente confermato la versione fornita dall’amica della ragazza scomparsa e dal barista, cioè che dopo aver bevuto insieme, le loro strade si sono separate. Verso Perugia la Golf degli stranieri, verso Ponte Felcino la Punto delle ragazze. Fatto confermato anche dai filmati delle telecamere a circuito chiuso del distributore. Il barista ha anche riferito la presenza di altri magrebini su un’altra auto, una Ford Focus grigia.
L’incidente Dalla ricostruzione della serata fatta attraverso il racconto dell’amica, dopo aver lasciato il bar le due ragazze hanno avuto un piccolo incidente. I carabinieri hanno ascoltato anche le persone che occupavano l’auto con cui si è scontrata la Fiat Punto, all’altezza dello svincolo della E45 a Ponte Felcino. Anche loro avrebbero confermato che, mentre parlavano con la 27enne, proprietaria dell’auto, l’altra ragazza è salita sulla Punto e si è allontanata da sola. Da quanto si apprende, a quel punto la 27enne si sarebbe fatta riaccompagnare a Città di Castello.
Sentita due volte L’amica della ragazza scomparsa è stata a sua volta sentita per due volte dagli inquirenti, fornendo versioni a quanto pare alquanto confuse. Pare evidente che le due ragazze prima di separarsi fossero in stato confusionale dopo una serata «brava», condita da alcol.
La donna ha sentito tre auto In questo punto della serata il giallo si infittisce. Una donna che vive vicino al punto in cui è stata ritrovata la Fiat Punto, in località Civitella Benazzone, ha detto di aver visto una giovane in stato confusionale, che poco prima le aveva suonato al campanello, risalire su una Fiat Punto e partire seguita da altre due automobili. Poco dopo la stessa donna avrebbe sentito ripassare indietro solo due macchine. Non è chiaro quale legame possa esserci tra la testimonianza e la scomparsa di Elisa. Come non è chiaro se, dopo essersi separata dall’amica, la 25enne abbia sentito al telefono qualcun altro con cui, magari, possa essersi data appuntamento.
La chiamata al 112 Il dato di fatto è che intorno all’una Elisa chiama i carabinieri dicendo di essere stata violentata e di trovarsi impantanata con l’auto in un bosco. La giovane si sarebbe intrattenuta a lungo con l’operatore del 112, che ha cercato di localizzarla e di calmarla finché non si è esaurita la batteria del telefonino. Poi più nulla fino al ritrovamento, domenica mattina, dell’auto individuata dall’elicottero dei vigili del fuoco. Il telefonino della giovane è stato poi trovato all’interno della Punto ormai scarico.
Ricerche anche di notte Nella notte pattuglie di vigili del fuoco, carabinieri, protezione civile e forestale hanno continuato a girare nei boschi con i lampeggianti accesi nella speranza di rintracciare la ragazza. Dalle prime luci dell’alba le unità cinofile hanno ripreso a scandagliare i boschi e i diversi casolari diroccati della zona dove si spera possa essersi riparata Elisa. Sempre che la giovane sia effettivamente lì.
