Violenza a Gualdo Tadino in pieno centro storico

di Ester Pascolini

Alla vigilia di Ognissanti esplode la violenza a Gualdo Tadino. Questa, purtroppo, la sintesi di ciò che è avvenuto la sera del 31 ottobre in pieno centro storico, tra piazza Martiri della Libertà e piazza Soprammuro, luoghi che hanno fatto da sfondo a due gravissimi episodi di violenza.

Il primo ha per protagonisti due giovani, lui 36 anni lei 32 le cui generalità non sono ancora state rivelate, ed è stato catturato dalla webcam installata dal Comune nella piazza principale della città.

Nel video si vedono i due intenti a chiacchierare, si tratta – si apprenderà dall’autorità – di due persone legate da un precedente rapporto di conoscenza: lui si allontana un attimo, lei resta ferma e poi decide di andare via. Nel giro di qualche secondo lui torna, con fare minaccioso. Lei ha paura, lo si evince dai movimenti che fa, la si vede retrocedere man mano che lui si avvicina. Poi lui la prende per un braccio, lei prova a sfilarsi. A questo punto lui inizia a strattonarla, la trascina via, fino all’angolo con via Calai, dove cadono e dove inizia una lotta concitata, con lei che grida aiuto tra l’indifferenza dei presenti. Lei si libera, lui torna alla carica, continua a sopraffarla, lei continua a urlare. Per alcuni interminabili minuti. Finché qualcuno decide di avvicinarsi per far desistere il ragazzo.

Quello che è accaduto ieri sera a Gualdo Tadino, esattamente di fronte al palazzo comunale è, senza dubbio alcuno, un atto aberrante di violenza fisica e psicologica che rientra a pieno titolo nella categoria «violenza contro le donne». Non una semplice aggressione, un litigio, un diverbio, o tutte quelle parole, figlie di un’impronta socio-culturale fortemente patriarcale, che si usano per affievolire la responsabilità di un uomo che commette violenza su una donna in quanto donna. La comunità è sotto choc, ma vale la pena ricordare che Gualdo Tadino non è esente da questa problematica, non è un’oasi felice, per ricordarlo basti citare il femminicidio, avvenuto in città nel 2015, di Ofelia Bontoiu, sgozzata a ventotto anni dal suo ex compagno in una casa a pochi metri dalla caserma dei carabinieri.

Come se non bastasse, nelle stesse ore e a pochi metri di distanza, è accaduto un altro episodio di violenza, commesso da ignoti che hanno danneggiato in modo serio l’ascensore di piazza Soprammuro. La vicesindaca Paola Gramaccia scrive sulla sua pagina Facebook: «Questa notte è stato compiuto un gravissimo atto vandalico agli ascensori che collegano piazza Beato Angelo a piazza Soprammuro! Purtroppo la complessità e l’entità del danno non consentono un intervento immediato. Ci scusiamo con gli utenti per il disagio che cercheremo di risolvere il prima possibile». Nell’area sono posizionate delle telecamere, ed è probabile che le forze dell’ordine riescano a individuare i colpevoli, ma resta lo sconcerto per dei gesti molto distanti dalla tranquilla quotidianità cui si era abituati a Gualdo Tadino.

Cosa sta accadendo, dunque? La città sta precipitando nel degrado? La crescita della violenza rispetta una tendenza generale o ci sono delle cause specifiche che riguardano la situazione gualdese?

Il centrodestra non resta a guardare e decide di intervenire con un comunicato stampa: «Un grave episodio di violenza di genere», scrivono le consigliere di #RifareGualdo Vitali, Casciani e Natalini. Continuano attaccando il sindaco Presciutti: «Ci domandiamo come sia possibile che il Sindaco rimanga in silenzio davanti questi fatti, gravissimi per una comunità piccola come la nostra».

In effetti Presciutti risponde sulla sua pagina Fb: «Quando accadono cose così forti che colpiscono una comunità ci si unisce alle forze dell’ordine con discrezione senza clamore per il rispetto che si deve a chi lavora e indaga non solo sui singoli episodi ma su tutto ciò che ci può essere utile a capire affrontare e possibilmente prevenire certi fenomeni». E poi con una chiara nota polemica, rivolta agli avversari politici: «Ringrazio sentitamente tutti quelli che lavorano in silenzio già avete capito bene in silenzio perché un bel tacere non fu mai scritto». Vitali a questo punto decide di commentare direttamente il post di Presciutti: «Eh già. Si parla di tutto, di ogni “sciapata”, ma riguardo le cose serie bisogna stare in silenzio. Come no. Il silenzio è finito, è durato pure troppo».

Le polemiche non si smorzano, dunque, così come la preoccupazione dei cittadini e in molti fanno appello alle istituzioni affinché prendano atto della delicata situazione, denunciata già da mesi dagli abitanti del centro storico, e affinché mettano in campo tutte le azioni necessarie a bloccare la spirale di violenza nella quale sembra stia cadendo la città di Gualdo Tadino.

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