di M.R.

La Procura di Terni aveva chiesto quattro anni di reclusione, il collegio dei giudici ha inflitto una pena (sospesa) di due anni, all’uomo accusato, di maltrattamenti in famiglia.

Maltrattamenti Una storia di conflitti e soprusi di lunga data quella emersa in fase di indagine e confermata nel corso del processo. Un rapporto a distanza, da diversi anni a questa parte vissuto in due diverse abitazioni, senza che l’uomo avesse mai riconosciuto tre dei quattro figli, che oggi, almeno a sentire colei che ha testimoniato in Tribunale, non ne vorrebbero comunque sapere. Secondo quanto emerso dalle indagini, le violenze nei confronti della vittima erano di varia natura. Insulti, minacce di morte, pugni e calci su tutto il corpo oltre i danni a stoviglie ed elettrodomestici. Scontri anche sulla gestione della vita familiare che per l’uomo, negli anni, sono diventati il pretesto per compiere atti brutali nei confronti della ex compagna. Poi i ricatti sessuali. In base a quanto ricostruito, infatti, lui l’avrebbe costretta ad avere rapporti contro la sua volontà, minacciandola di non provvedere al mantenimento dei figli. Figli, minori all’epoca dei fatti, che spesso venivano coinvolti nelle discussioni tra i due e anch’essi vittime delle angherie del padre.

Terni A inasprire i rapporti tra i due già conflittuali, da quanto emerso, il periodo del 2022, quando l’uomo, colpito dal lutto per la scomparsa del padre, ragione per cui ha trascorso qualche tempo in Albania, è tornato in Italia desideroso di riallacciare i rapporti con la famiglia. Circostanza che avrebbe reso la donna insofferente per la sua sovente presenza in casa; atteggiamento, questo, che avrebbe a sua volta insospettito le figlie, che avrebbero scoperto, leggendo di nascosto le chat dal cellulare della madre, una relazione della stessa con un ragazzo più giovane, diventata motivo di aspre discussioni, nonché pedinamenti e scenate di gelosia.

Persecuzioni L’ex compagno inizia anche a mettere in atto una serie di atti intimidatori nei confronti del nuovo partner di lei. E nonostante fosse già stato colpito da un divieto di avvicinamento, ha continuato a importunare la vittima recandosi anche sul suo posto di lavoro, facendole scenate fuori dalla scuola dei figli e insultandola davanti ad altre persone. Poi l’ultima violenta minaccia ai genitori di lei: «Le tiro l’acido».

Tribunale È stato condannato a due anni, oltre al risarcimento di 5 mila euro alla parte civile, rappresentata dall’avvocato Andrea Petrucci. Mattia Contessa, legale dell’uomo condannato, valuta l’impugnazione della sentenza.

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