Un caso di stalking a settimana dall’inizio dell’anno ad oggi in provincia di Perugia. A riferirlo è la questura di Perugia in una nota in cui si spiega che da gennaio sono 30 «le richieste di aiuto inoltrate alla questura da parte di chi si ritiene vittima di reati persecutori». Circa la metà sono transitate dagli uffici provinciali dei carabinieri, mentre una decina sono stati quelli portati alla luce dai diretti interessati e i restanti dai commissariati di polizia. In 24 dei 30 casi sono partiti dei provvedimenti di ammonimento emessi dal questore Carmine Gugliotta, un numero in netta crescita rispetto al 2013 quando in tutto gli episodi furono nove. L’ammonimento nella quasi totalità dei casi sembra essere efficace dato che solo due stalker (per i quali è scattata la denuncia per atti persecutori) hanno continuato a perseguitare le loro vittime nonostante il provvedimento.
Istituito nel 2009 Il reato di stalking è stato istituito nel 2009 e, grazie ad esso, i cittadini che si sentono vittime possono ottenere un provvedimento di ammonimento che ha come scopo quello di proteggere il perseguitato, spiegando al contempo al persecutore che se non cambia atteggiamento la sua condotta potrebbe condurlo di fronte al giudice penale. Nell’agosto di un anno fa le pene, grazie al decreto 93, sono state inasprite in particolare per i reati commessi dal coniuge fra le mura domestiche oppure da ex conviventi o comunque da persone che hanno avuto una relazione con la vittima. Una legge che ha esteso anche la possibilità al questore, qualora ne ricorrano i presupposti, di procedere d’ufficio all’ammonimento. Spesso poi dietro lo stalking si nascondono anche altri reati altrettanto odiosi: in tre casi trattati quest’anno infatti, tutti relativi a persecuzioni portate avanti da uomini nei confronti di mogli o conviventi, sono stati scoperti maltrattamenti a danno anche dei figli.
