Il diciottenne romano accusato di istigazione o aiuto al suicidio in relazione alla morte di Andrea Prospero, lo studente universitario di Lanciano trovato senza vita a Perugia nel gennaio 2025, ha presentato richiesta di patteggiamento. Il suo legale ha depositato un’istanza per una pena di due anni e mezzo da scontare svolgendo lavori di pubblica utilità. L’udienza è stata fissata per il prossimo 23 ottobre, mentre il giovane si trova ancora agli arresti domiciliari.
Procedimento L’imputato era stato raggiunto, lo scorso 17 marzo, da un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal gip di Perugia. Nei mesi successivi polizia postale e squadra mobile hanno completato le analisi sui dispositivi sequestrati e sulle chat tra la vittima e il diciottenne, ricostruendo i contatti avuti dai due sul web.
Indagini Secondo quanto accertato dagli inquirenti i due giovani non si erano mai incontrati di persona e Prospero aveva conosciuto l’imputato solo tramite il suo nickname. Al «compagno virtuale» lo studente avrebbe chiesto consigli sul metodo più idoneo e indolore per togliersi la vita, ricevendo incitamenti a farlo mediante l’ingestione di farmaci che era riuscito ad acquistare.
Scoperte Nella camera del B&B in centro storico, presa in affitto senza che i familiari ne fossero informati, furono trovati cinque telefoni cellulari, un portatile e 46 sim card. L’analisi di questo materiale ha fatto emergere una fitta rete di contatti e comunicazioni dello studente. Dagli approfondimenti è emersa anche la posizione di un coetaneo campano indagato per cessione di stupefacenti in relazione ai farmaci oppiacei rinvenuti, alcuni dei quali vuoti, e ritenuti la causa del decesso.
