La piscina di Spoleto (foto Fabrizi-U24)

di C.F.
Twitter @chilodice

Spiragli e spiegazioni. Tornano a parlare dopo la mancata presentazione dell’offerta per il project financing della piscina comunale, i componenti del consiglio d’amministrazione del consorzio Abn che con una nota stampa, prima, riferiscono di come l’investimento sia sia incagliato sullo «scoglio finanziario» e, poi, si dicono ancora interessati all’operazione purché l’intervento di riqualificazione e ampliamento dell’impianto viaggi su cifre più contenute.

Investimento da 3.2 mln per piscina comunale Entrando nel merito del documento, Abn spiega che l’operazione di valorizzazione e gestione trentennale dell’impianto natatorio valeva 3.2 milioni di euro, quindi circa 700 mila euro in più rispetto al progetto iniziale, poi integrato alla metà di agosto dal Comune che con una modifica del bando ha aperto alla possibilità, seppur non vincolante, di presentare offerte migliorative. Presumibilmente, dunque, il consorzio si era preparato a rispondere positivamente alla chiamata del municipio, realizzando le due vasche in più e la tribuna, così da dotare la città di un impianto idoneo alle gare federali.

Scoglio finanziario A far affondare il project financing, però, sarebbe stato per l’appunto lo scoglio finanziario: «Il progetto anche in fase di asseverazione è stato impostato e sviluppato sulla base di un preponderante intervento del sistema bancario locale che prevedeva una minima quota di cofinanziamento privato, oltre all’importante contributo comunale in conto gestione, tuttavia – ed ecco l’incaglio – qualche giorno prima della scadenza della gara, in capo ad Abn sono venute meno le condizioni per proseguire col project financing in quanto, a causa della complessità e particolarità del progetto nonché dei rigidi parametri che impongono al sistema bancario una critica analisi dei risultati, il soggetto finanziatore ha ritenuto che il cofinanziamento privato non potesse scendere sotto la soglia del 50%, oppure del 30% in presenza di garanzia aggiuntive».

Spiragli Ergo: gara deserta ed emergenza piscina comunale. Ma uno spiraglio Abn lo lascia comunque aperto considerando che il Cda guidato da Roberto Leonardi «ritiene che non sia ancora detta l’ultima parola, facendo anche leva sui contenuti progettuali sviluppati finora, siamo disponibili e interessati a riprendere in considerazione il progetto sulla base di un intervento con un livello di investimento più basso e coinvolgendo nuovi partner tecnologici e gestionali, in modo da superare lo scoglio finanziario».

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