Currently set to Index
Currently set to Follow
martedì 20 ottobre - Aggiornato alle 21:34

Suarez, la Procura: «Esame truffa». «Non spiccica ‘na parola, ma deve passare»

Indagati rettrice e dg. Cantone: «Argomenti concordati e punteggio attribuito prima». L’Ateneo: «Procedura trasparente» Come nasce l’inchiesta: dai conti a chiamata Juve

©️Fabrizio Troccoli Riproduzione Riservata

La Procura della Repubblica di Perugia ha aperto un’indagine sull’esame di italiano sostenuto giovedì scorso all’Università per gli stranieri di Perugia di Luis Suarez. In una nota il procuratore Raffaele Cantone spiega che «dalle attività investigative è risultato che gli argomenti oggetto della prova d’esame sono stati preventivamente concordati con il candidato e che il relativo punteggio è stato attribuito prima ancora dello svolgimento della stessa, nonostante sia stata riscontrata, nel corso delle lezioni a distanza svolte dai docenti dell’Ateneo, una conoscenza elementare della lingua italiana».

FOTOGALLERY: SUAREZ A PERUGIA

Le indagini e i reati L’indagine sull’esame è nata nell’ambito di quelle delegate fin da febbraio al nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza «per fatti diversi e maturati nel contesto dell’Università per Stranieri». Questa mattina i militari della finanza stanno acquisendo documenti all’interno di Palazzo Gallenga, sede dell’Ateneo, e notificando le informazioni di garanzia per i reati di rivelazione di segreto d’ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e altro. Gli indagati, tra i quali non risulterebbe il giocatore, sono la rettrice Giuliana Grego Bolli, il direttore generale Simone Olivieri, la direttrice del Centro per la valutazione e certificazione linguistica Stefania Spina, Lorenzo Rocca (uno degli esaminatori dell’attaccante) e l’impiegata Cinzia Camagna.

Le contestazioni Il reato di rivelazione del segreto d’ufficio è contestato in concorso ai primi quattro indagati. Per la procura, avrebbero anticipato i contenuti della prova di esame orale di cinque giorni fa, «all’esito della quale veniva rilasciata in favore del calciatore del Barcellona l’attestazione della conoscenza della lingua italiana al livello B1 del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza della lingue (Qcer) necessario per il conseguimento della cittadinanza italiana, al fine di procurargli i vantaggi patrimoniali connessi all’accesso alla procedura per la concessione della cittadinanza comunitaria». Tutti e cinque invece rispondono di concorso in falso perché rettrice e dg «fornendo le necessarie direttive all’esaminatore Rocca e a Spina incaricata della preparazione del candidato e organizzando la sessione d’esame, Cinzia Camagna, predisponendo l’attestato e lo stesso Rocca procedendo alla relativa sottoscrizione, attestavano falsamente di aver proceduto alla verifica della conoscenza della lingua italiana al livello B1». «La verifica di tale conoscenza era fittizia – è scritto nel capo di imputazione – in quanto il contenuto specifico delle modalità e dei temi della prova era stato predeterminato e reso noto all’esaminando». A Grego Bolli e Olivieri viene contestato infine un ultimo episodio di falso per aver «attestato falsamente negli atti amministrativi relativi al procedimento per la istituzione di una sessione straordinaria da tenersi il 17 settembre 2020 per l’esame finalizzato al conseguimento dell’attestato di conoscenza della lingua italiana, che l’istituzione di detta sessione era motivata da esigenze logistiche (legate all’occupazione di aule) e di sicurezza, quando invece la sessione straordinaria in questione veniva istituita ad hoc unicamente per consentire il rilascio di una falsa attestazione di conoscenza della lingua italiana di Suarez».

Correttezza e trasparenza In una breve nota l’Ateneo sostiene che «in relazione agli accertamenti in corso l’Università ribadisce la correttezza e la trasparenza delle procedure seguite per l’esame sostenuto dal calciatore Luis Suarez e confida che ciò emergerà con chiarezza al termine delle verifiche in corso».

LA GIORNATA DI SUAREZ A PERUGIA

Intercettazioni Intanto cominciano a emergere dagli atti di indagine le parole di alcuni degli indagati: «Non dovrebbe, deve, passerà, perché con 10 milioni a stagione di stipendio non glieli puoi far saltare perché non ha il B1». Nel decreto di sequestro si legge poi che la sessione straordinaria dell’esame «veniva istituita ad hoc unicamente per consentire il rilascio di una falsa attestazione di conoscenza della lingua italiana a livello B1 al calciatore Luis Suárez». Uno degli indagati poi in un’intercettazione sostiene che «quello non spiccica ‘na parola».

La gatta da pelare «Sta memorizzando le varie parti dell’esame» sostiene Rocca in un’altra intercettazione parlando con la rettrice che chiede assicurazioni: «Deve essere sul binario, ecco!». E l’altro: «Esatto, esatto, l’abbiamo instradato bene». E la Grego Bolli a sua volta: «E deve essere su quel binario lì». E Rocca: «Su quel binario lì. «Il discorso è che comunque… sul verbale non ho problemi a metterci la firma perché in commissione ci sono io e mi assumerò la responsabilità dell’attribuzione del punteggio. Il mio timore è che poi tirando tirando, diamo il livello ed esce, i giornalisti fanno domande in italiano e la persona va in crisi. Quindi, un po’ di preoccupazione ce l’ho perché è una gatta da pelare, come si fa si fa male».

Il certificato Stando agli atti l’esaminatore e l’impiegata ancora prima della prova parlano del certificato che attesta la conoscenza della lingua e di un accordo sui voti da inserire: «Esatto – è scritto nel decreto di perquisizione – io lo faccio già preparare… ma io devo attendere l’anagrafica, quando una volta che si è inserito, io posso già metterci il voto. Mi dici tu che voto ci do e via». «Brava. Mettici il minimo eeeeh». E l’impiegata risponde: «3,3,3,3,3?» Rocca: «Brava, perfetto». Tre è il minimo è Rocca spiega che andavano messi «tutti 3. E perché tanto ho sentito la Rettrice ieri, la linea è quella».

I commenti sono chiusi.