Il tribunale penale di Perugia (foto F.Troccoli)

di Enzo Beretta

Dopo quasi sei anni di istruttoria il tribunale di Perugia ha assolto gli imputati del processo Umbria Mobilità nel quale la Procura ipotizzava il reato di truffa nell’ambito dell’inchiesta su un finanziamento da sei milioni di euro: l’ex amministratore delegato di Ferrovie, Renato Mazzoncini, all’epoca dei fatti ad di Busitalia, e il dirigente della Regione Lucio Caporizzi, già presidente di Umbria mobilità esercizio, sono stati assolti per «non aver commesso il fatto». Scagionata da ogni accusa di illecito amministrativo l’azienda Busitalia e dichiarate prescritte le contestazioni avanzate nei confronti dell’allora amministratore delegato Francesco Viola e di una dipendente amministrativa della stessa società. 

Gli imputati, per fatti del 2015, erano stati rinviati a giudizio nel giugno 2018 – il processo però è iniziato nel gennaio 2020 – su richiesta del pubblico ministero Manuela Comodi che aveva coordinato l’inchiesta della polizia e della guardia di finanza. L’ipotesi al centro dell’indagine era che fossero stati alterati i dati da inviare all’Osservatorio nazionale sulle politiche del trasporto pubblico che, proprio in base a questi, aveva erogato finanziamenti per circa sei milioni di euro. Sin dall’inizio gli imputati si sono sempre detti estranei alle accuse sostenendo di aver, anzi, salvato la società grazie al loro operato. 

In una nota di otto anni fa del gruppo Ferrovie dello Stato si poteva leggere: «Non può che essere confermata l’assoluta estraneità ai fatti di causa dell’amministratore delegato di Fs Italiane, ingegner Renato Mazzoncini, che non ha mai amministrato Umbria mobilità. Si confida, trattando di questione interpretativa di disposizioni di natura amministrativa, che il dibattimento possa, al più presto, chiarire la realtà dei fatti». Otto anni dopo sono arrivate le assoluzioni del tribunale di Perugia, firmato dal giudice Serena Ciliberto che ha disposto la restituzione alla Regione Umbria dei sei milioni di euro sequestrati. «Da parte nostra abbiamo sempre sostenuto l’assoluta estraneità alle accuse di Caporizzi – sono le parole dell’avvocato Luca Gentili -. Oggi il mio cliente ha finalmente avuto giustizia».

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