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di M.R.

Prosegue l’incubo dei quattro ternani ‘prigionieri’ del Covid in una nave da crociera ferma al porto di Dubai per l’isolamento dei passeggeri della Msc Virtuosa, risultati pisitivi. Nemmeno nel giorno dell’Epifania sono stati sottoposti a tampone e, secondo le ultime indicazioni ricevute, non avranno accesso al test prima dell’8 gennaio.

Crociera da incubo Dopo una vacanza da sogno per trascorrere le festività natalizie diversamente dal solito, il contagio; con pochi e lievi sintomi per Valentina e Giulia, mentre i loro rispettivi partner Federico e Simon sono sempre stati asintomatici. A bordo della ‘Queen Elizabeth II’ , secondo quanto riferito dai protagonisti della disavventura, il personale non conosce la lingua inglese, tantomeno l’italiano e le cose sono leggermente migliorate solo con la mediazione del consolato. I familiari dei giovani in attesa di rientrare hanno infatti allertato la Farnesina, perché dopo una settimana dal programmato viaggio di ritorno, la situazione inizia davvero a farsi incresciosa. Ma, come si dice in questi casi ‘Mal comune, mezzo gaudio’. La comitiva ha scoperto infatti recentemente che di italiani nelle loro stesse condizioni ce ne sono tanti: «Abbiamo trovato molti italiani quì sulla nave tramite i social e tramite un foglio che abbiamo affisso sulla porta del ponte – racconta Valentina -. Abbiamo creato un gruppo Whatsapp dove cerchiamo di aiutarci scambiandoci contatti utili, informazioni e semplicemente ci sosteniamo a vicenda. Ci hanno raccontato storie terribili, peggiori della nostra. Se vorranno le racconteranno loro stessi alle autorità competenti».

Dubai Rispetto alle difficoltà di ottenere un riscontro dalla compagnia assicurativa di viaggio, i quattro ternani si sono nel frattempo in qualche modo rassegnati a rientrare a proprie spese, salvo poi effettuare i dovuti passaggi burocratici: «Se saremo negativi organizzeremo subito il rientro in Italia in autonomia per poi farci rimborsare il biglietto dall’assicurazione. Non possiamo aspettare ulteriormente. Se saremo ancora positivi, invece, dopo 10 giorni potremo comunque uscire di qui e trasferirci in un hotel a nostre spese finché non saremo negativi per poi tornare in Italia». Non resta dunque che mantenere ancora le dita incrociate.

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