Spoleto, via a iter per nuovo Prg: «Pronto entro 2015» (foto U24)

di C.F.
Twitter @chilodice

«Ci appelliamo al senso di responsabilità di tutte le componenti politiche, affinché si prodighino con il massimo impegno e celerità nella riapprovazione di tutti gli atti amministrativi sananti previsti dal legislatore regionale». È con un documento recapitato direttamente al sindaco Daniele Benedetti e all’intero consiglio comunale che tutte le associazioni imprenditoriali, di categoria e gli ordini professionali chiedono alle istituzioni della città di «non perdere nemmeno un giorno più» nella delicatissima partita che si gioca intorno al ripristino dell’efficacia del Piano regolatore generale, annullato in primo grado dal Tar dell’Umbria e in secondo dal Consiglio di Stato.

Palla al Comune Un appello che ha il sapore di un monito lanciato da chi, ormai da un mese abbondante, non può più svolgere la propria attività ordinaria ed è costretto a seguire con la massima attenzione gli sviluppi di una partita che solo le istituzioni possono risolvere. Non a caso il documento arriva all’indomani del via libera del consiglio regionale al collegato al bilancio, atto nell’ambito del quale la giunta di palazzo Donini ha inserito l’interpretazione normativa autentica della legge 31 del 1997 su cui è incagliato il parere di compatibilità sismica dello strumento urbanistico della città.

«Condizione di totale insicurezza» Liquidata la pratica in Regione la palla è nelle mani del Comune chiamato a riavviare l’iter di approvazione del Prg. Nel frattempo, per dire solo le conseguenze più pesanti della sentenza, alcuni cantieri si sono fermati, le concessioni edilizie non ancora autorizzate arenate e gli operai messi a riposo con il ricorso alla cassa integrazione. «La situazione è inquietante, perché – scrivono categorie e ordini – a essersi fermato non è soltanto il settore delle costruzioni ma l’intero tessuto economico e sociale della città che a oggi resta ancora immobile, sospeso in una condizione di totale insicurezza per quanto riguarda i propri investimenti attuali e futuri».

Appello alle forze politiche Per questo le indicazioni alle istituzioni sono chiare: «Condivisa la gravità della vicenda – prosegue il documento – riteniamo che non si possa e non si debba perdere nemmeno un giorno in più per restituire alla città e ai suoi abitanti la certezza del diritto, ma anche la fiducia e la sicurezza verso chi ha scelto di investire e produrre, creando occupazione». Da qui l’appello alle forze politiche: «Sollecitiamo il sindaco, la giunta e tutte le forze politiche affinché in tempi rapidissimi si arrivi all’approvazione di tutti gli atti amministrativi sananti previsti dal legislatore regionale e in questo senso ci appelliamo al senso di responsabilità di tutte le componenti politiche, affinché si prodighino con il massimo impegno per superare una situazione incredibile e paradossale, ma soprattutto molto preoccupante».

Sospensiva e ricorso per Cassazione Oltre all’iter tecnico sanante, le istituzioni per chiudere la delicata partita stanno agendo anche sul fronte giudiziario. In particolare Comune e Regione hanno impugnato la sentenza del Consiglio di Stato in Cassazione, rilevando un eccesso di giurisdizione. Contestualmente ai giudici amministrativi di secondo grado è stata richiesta la sospensione immediata degli effetti della sentenza che il presidente della Quarta sezione, Riccardo Virgilio, ha respinto non ravvisando «conseguenze irreversibili e irreparabili a tal punto da non consentire neppure di attendere il tempo intercorrente tra il deposito del ricorso e la prima camera di consiglio utile», in programma per per martedì, quando in aula si discuterà l’istanza del Comune.

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