Gli arredi sacri recuperati dalla polizia (Foto Troccoli)

di Maurizio Troccoli

E’ la mattina del 7 dicembre quando il parroco di Pretola, don Francesco Benussi viene avvisato dal custode dell’avvenuto furto all’interno della chiesa. La porta d’ingresso è stata forzata e all’interno sono spariti 6 candelabri «risalenti al 700 e all’800 – spiega il parroco – 4 portalumi in ottone e due supporti delle candele». Inoltre sono state forzate le cassette delle offerte e sottratte tutte le monete che vi erano all’interno.

La segnalazione Scatta quindi la segnalazione alla polizia da parte dello stesso sacerdote e, stando a quanto si è appreso alla conferenza stampa di lunedì mattina, gli agenti della squadra mobile, coordinati dal responsabile del reparto Sco Michele Santoro, si sono messi alla caccia dei malviventi. Prima le consuete attività di monitoraggio del territorio a caccia di eventuali testimonianze, poi l’intuizione di alcuni agenti che hanno canalizzato le ricerche verso due perugini noti alle forze dell’ordine perchè tossicodipendenti

Il ritrovamento Incrociando le varie informazioni raccolte gli agenti si sono accorti che la pista individuata era quella giusta. Hanno quindi raggiunto i due tossicodipendenti sorpresi in possesso della refurtiva. «I due hanno dichiarato – ha spiegato Santoro – di avere speso i soldi sottratti per acquistare della droga, dell’eroina, mentre hanno poi spiegato che i candelabri di legno e il resto degli oggetti sacri li avrebbero venduti di li a poco». In meno di 24 ore sono stati scoperti i ladri e recuperati tutti gli oggetti sacri

La consegna In occasione della conferenza stampa alla sede della questura di Perugia gli agenti della squadra Mobile hanno consegnato al parroco tutti gli oggetti recuperati. «Ho già avvisato tutti i parrocchiani – ha detto il parroco – dell’avvenuto ritrovamento ed ho ringraziato gli agenti della polizia per l’efficacia e la tempestività del loro intervento. Siamo intenzionati a predisporre un sistema di allarme ma siamo anche consapevoli della vulnerabilità della nostra chiesa, il cui edificio nuovo è caratterizzato da una significativa presenza di vetri, quindi è facilmente penetrabile».

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