Personale del comando stazione del corpo Forestale di Cascia, nei giorni scorsi, in località Civita, ha sorpreso un cacciatore che aveva i cani con i collari elettrici. L’uomo è della provincia di Rieti, i due collari sono comandati a distanza con una trasmittente, provvisti di lunghi elettrodi capaci di trasmettere all’animale scosse elettriche.
Le conseguenze Questa attività illecita è nota come una forma di addestramento fondata sulla produzione di scosse elettriche o altri impulsi elettrici che si trasmettono sull’animale per ottenerne obbedienza e che produce effetti collaterali quali paura, dolore, e anche aggressività. L’uso dei collari elettrici sui cani si ritiene da alcuni una pratica consentita, in quanto questi dispositivi si trovano in commercio, in realtà tale condotta può dar luogo a serie conseguenze penali per coloro che la praticano.
La denuncia Sempre più numerose sono in tutta Italia le sentenze emesse dall’autorità giudiziaria che condannano per maltrattamento animale coloro che fanno uso di tale metodo per l’addestramento dei cani, che può incidere sensibilmente sull’integrità psicofisica dell’animale. Come prevede la legge il personale forestale ha provveduto a effettuare il sequestro penale dei collari e della trasmittente e a denunciare alla competente procura di Spoleto il proprietario dei cani, per detenzione di animali in condizioni incompatibili con la propria natura e produttive di gravi sofferenze. La pena prevista è l’arresto fino ad un anno o l’ammenda da mille a diecimila euro. Nell’attività di controllo e prevenzione delle illecite pratiche in materia venatoria e del maltrattamento animale essenziale è la collaborazione dei cittadini che possono rivolgersi per qualsiasi segnalazione al numero gratuito di emergenza ambientale 1515 del Corpo forestale dello Stato, attivo h24, è l’appello lanciato attraverso la nota.
