
Parliamo insieme ai nostri ospiti Sergio Sottani, Nicola Di Mario e Giuseppe Bellassai della legge sulla presunzione di innocenza. La direttiva europea del 2016 è stata recepita dal governo nazionale attraverso un decreto legislativo. Spariranno i fatti dai giornali? Tre punti di vista diversi – il procuratore generale Sottani, il penalista Di Mario e il poliziotto Bellassai – per affrontare l’ultima riforma che vede nella stampa e nei giornalisti, seppur non destinatari diretti della norma, i soggetti più interessati sul piano degli effetti, con inevitabili ripercussioni sull’informazione e, quindi, sul grado di conoscenza dei cittadini a proposito di ciò che accade intorno a loro. I grandi temi della riforma sono i rapporti tra i cronisti e chi coordina le indagini, la tutela dell’indagato anche attraverso una certa prudenza linguistica che i giudici dovranno adottare nelle ordinanze, la possibilità per la stampa di chiedere copia degli atti giudiziari al Procuratore della Repubblica quando questi entrano a conoscenza delle parti interessate. Coordina il dibattito Enzo Beretta, giornalista di cronaca giudiziaria.
Sergio Sottani, magistrato totale, classe 1958, una carriera folgorante che lo ha portato al vertice della Procura generale della sua città. Perugia. È il magistrato delle grandi inchieste e a Sottani va riconosciuto il grande merito di non aver mai piegato la testa davanti ai potenti. Pm a Perugia, capo a Forlì-Cesena, procuratore generale ad Ancona con un doppio salto e ora seconda carica della magistratura in Umbria, in carriera, tra le altre cose, si è occupato dell’indagine su Guido Bertolaso e la casa al Colosseo dell’ex ministro Claudio Scajola, il filone della P4 e lo scandalo dell’archivio riservato del Sismi in via Nazionale a Roma. In ultimo ha riaperto le indagini sul caso Pantani.
Nicola Di Mario, avvocato, 61 anni, titolare di uno degli studi legali più importanti di Perugia. Esperto in Diritto penale e docente alla Luiss di Roma, specializzato nei reati contro la pubblica amministrazione. Tra i clienti più noti ha avuto Francesco Gaetano Caltagirone, in carriera ha affrontato processi importanti come quello della scalata Bnl-Unipol, Calciopoli 2, quello alla cosiddetta Cricca del G8, Appaltopoli e Sanitopoli.
Giuseppe Bellassai, questore, 59 anni, nativo di Santa Croce Camerina, inizia la sua carriera alla questura di Ragusa dove ha diretto la squadra mobile dal 1992 al 2005. Viene promosso primo dirigente dopo numerose operazioni antimafia e trasferito alla Divisione di polizia amministrativa ad Agrigento dove si occupa di immigrazione, in particolare degli sbarchi a Lampedusa. Vicario prima a Trapani e poi a Palermo diviene questore a Benevento e successivamente a Taranto. Dall’ottobre 2021 è questore di Perugia.
