Nel 2021 tre medici erano stati condannati dalla Corte dei conti dell’Umbria a pagare un risarcimento complessivo di circa 183 mila euro all’azienda ospedaliera ‘Santa Maria’ di Terni e, in parte, alla Usl Umbria 2. Motivo? Aver svolto, tra 2015 e 2019, attività intramoenia ‘extramuraria’ in uno studio privato di Civita Castellana, a Viterbo, «senza la necessaria autorizzazione». In appello però la situazione si ribalta e i tre professionisti – all’epoca dei fatti specializzandi – sono stati assolti.

Sentenza di primo grado In sostanza, la Sezione giurisdizionale regionale della Corte dei conti dell’Umbria, nel 2021, ha condannato i tre specializzandi ritenendo «sussistente la responsabilità, a titolo doloso, per avere indebitamente percepito l’indennità di esclusività». I tre, all’epoca dei fatti, sarebbero stati «dipendenti a tempo pieno ed in regime di esclusività» del nosocomio ternano. Viste le attività svolte al di fuori dell’ospedale, ad essere contestato è un danno erariale nei confronti dell’azienda ospedaliera ternana, alla quale erano legati da un vincolo di esclusività e per il quale percepivano un’indennità. Rispettivamente erano stati condannati a risarcimenti da 59.694 euro, 63.661 euro e 60.086 euro.

Assoluzione Ad escludere la responsabilità erariale dei tre medici sono stati i giudici di appello, che anzi hanno condannato l’ospedale di Terni e, in parte, la Usl Umbria 2 a pagare le spese legali. Riguardo uno dei tre professionisti la Corte scrive: «Nella specie, infatti, pure tenendo conto delle dichiarazioni confessorie, non è stata rinvenuta alcuna agenda degli appuntamenti, né alcuna lista di pazienti; non sussiste, quindi, prova sufficientemente certa». Inoltre, non c’è «prova esatta dei compensi eventualmente corrisposti dai pazienti e dei periodi esatti di svolgimento dell’attività». Tenendo anche conto però che «non può escludersi che l’attività, pure se non autorizzata, sia stata esercitata in modo sporadico, nella giornata del sabato (nella quale il medico non prestava attività professionale dipendente dall’azienda ospedaliera) e, talvolta, gratuito». Analoghe considerazioni vengono fatte anche per un altro medico. Mentre riguardo il terzo professionista: «Il Collegio concorda con la valutazione del corredo probatorio effettuata dal Tribunale penale di Terni» che con una sentenza del 2024 ha «assolto il medico perché il fatto non sussistenze».


Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.