di Chiara Fabrizi
Conosceva il suo assassino Salvatore Postiglione, 56 anni, ammazzato all’alba di giovedì a Foligno con tredici coltellate. L’omicidio è infatti stato ripreso da una telecamera di videosorveglianza privata e le immagini acquisite hanno restituito agli inquirenti l’intera sequenza del delitto, avvenuto accanto alla vecchia Citroen station wagon con cui il muratore ucciso era arrivato nel parcheggio per recuperare i colleghi di lavoro e portarli in cantiere, come faceva ogni giorno.
LE IMMAGINI SUL LUOGO DEL DELITTO
Le registrazioni di videosorveglianza, però, non hanno fin qui permesso agli investigatori di dare un volto e nome all’assassino di Postiglione, che dai vari frame non risulta riconoscibile, complice la distanza tra la telecamera e il luogo del delitto, oltreché la bassa e fitta nebbia che nelle prime ore di giovedì era calata sulla zona. Tuttavia, una serie di elementi acquisiti con le immagini sono al vaglio in queste ore per tentare di identificare rapidamente l’assassino del muratore campano di 56 anni, strappato per sempre con violenza ai due figli di 18 e 16 anni e alla moglie.
Vagliando le registrazioni e quei 30 di secondi di violenza è maturata la convinzione che Postiglione conoscesse il suo assassino. L’aggressore, inoltre, era evidentemente al corrente che giovedì mattina alle 6 il muratore 56enne originario di Napoli sarebbe arrivato da solo in quel parcheggio e lì lo ha atteso. In questo senso, se per ora nessuna pista viene ufficialmente esclusa per arrivare a identificare l’assassino e stabilire un movente, è altrettanto chiaro che gli elementi a disposizione stanno spingendo gli investigatori, almeno in questa prima fase, a passare al setaccio i rapporti lavorativi di Postiglione, in particolare coi colleghi.
Postiglione era da almeno una quindicina d’anni dipendente di un’azienda edile di Foligno, era un operaio quindi storico, oltreché conosciuto anche in ambienti sindacali come serio e infaticabile, e godeva della piena fiducia del datore di lavoro, tant’è che era incaricato di recuperare i colleghi con una macchina di fatto dell’impresa e portarli in cantiere. In questo quadro, si sta cercando di accertare se nelle ultime settimane Postiglione possa aver avuto discussioni di qualsiasi tipo con qualche altro operaio edile, che si è poi vendicato armandosi e uccidendolo in mezzo alla strada.
