di En.Ber. e Mar.Ros.
Polizia locale in piazza, a Perugia, per «colmare al più presto, nel Ddl sicurezza, le gravi discriminazioni esistenti sul piano delle tutele e dei diritti rispetto alle altre forze di polizia, a partire da equo indennizzo e cause di servizio». Al sit-in di protesta stamani in piazza Italia hanno partecipato alcuni agenti. E’ stato chiesto di «rinnovare su tutto il territorio nazionale le condizioni operative della polizia locale» e di «rinnovare il Ccnl di riferimento», riconoscendo «le specificità e peculiarità dei corpi». Gli agenti – è spiegato in un volantino di Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – vorrebbero anche «superare il blocco del turn-over», per ottenere «equità al trattamento economico e alle condizioni di lavoro». Insomma, «niente più discriminazioni sul piano delle tutele e dei diritti rispetto alle altre forze di polizia, a partire da equo indennizzo e cause di servizio».
Fotogallery: il sit-in e l’incontro con il sottosegretario Bocci
Qui Perugia Il viceprefetto – è spiegato in una nota dei sindacati – ha incontrato alcuni operatori della polizia locale accompagnati da Fabrizio Fratini (Cgil), Ubaldo Pascolini (Cisl) e Andrea Russo (Uil): una riunione «proficua», considerato «l’impegno preso a trasmettere al governo nazionale le richieste alla base della mobilitazione». Al presidio – informano sempre gli organizzatori – è intervenuto anche l’assessore regionale Antonio Bartolini che «ha annunciato in tempi rapidi il rinnovo del comitato tecnico regionale della polizia locale». Presente anche il sottosegretario all’Interno, Gianpiero Bocci, il quale avrebbe «assicurato un impegno diretto sul disegno di legge sicurezza».
Qui Terni Niente presidio della polizia locale, invece, in viale della Stazione a Terni: i rappresentanti delle varie sigle sindacali sono stati ricevuti al tavolo del prefetto dal capo di Gabinetto e hanno esposto i problemi, le criticità e le carenze, denunciate poi di fatto anche a livello nazionale. Da Palazzo Bazzani massima apertura e disponibilità al confronto, fiduciosi i sindacati; da parte di chi vive sulla strada, al servizio della cittadinanza, la riflessione: «Terni non è più l’isola felice di una volta, quella in cui ci si può permettere di lasciare la chiave sulla porta, la vicinanza con Roma non rappresenta solo un fattore strategico per l’economia e il turismo ma rende la Conca anche un crocevia di criminalità e il fatto che quello di Sabbione sia un carcere di massima sicurezza certamente non aiuta in questo senso».
