di Chiara Fabrizi

Si inizia con un periodo di formazione, ma «l’obiettivo è di creare un’aliquota di polizia giudiziaria». Entrano nella Procura di Spoleto gli agenti delle polizie locali di Foligno, Spoleto e Todi, protagonisti del protocollo d’intesa che il procuratore generale Sergio Sottani, il procuratore capo Claudio Cicchella e i sindaci dei tre Comuni, hanno siglato venerdì mattina a Palazzo Martorelli Orsini, sede dell’ufficio giudiziario.

Il documento in 16 punti delinea gli impegni assunti dalle parti per avviare in Procura «il percorso formativo» di un agente di polizia locale per ognuno dei tre Comandi. Loro saranno impiegati nell’ufficio giudiziario «2-3 giorni alla settimana» per «sei ore consecutive», con lo «stage» che si protrarrà per «almeno 90 giorni». La durata del protocollo è fissata in un anno, che può essere prorogato. La formazione si «si svilupperà a partire «dall’approfondimento della fase della “ricezione” della notizia di reato alla fase dell’iscrizione» fino a interessare «le procedure relative all’esecuzione delle disposizioni» e «la predisposizione, redazione di atti e attività di polizia giudiziaria».

Tre le fasi in cui è articolato il percorso. La «prima (impianto)» prevede «accoglienza; conoscenza del circuito e degli applicativi; organizzazione delle notizie di reato; formazione dei fascicoli, degli atti successivi ed esecuzione delle disposizioni». Il secondo step riguarda «l’ufficio del dibattimento» in cui il personale apprenderà «i reati di competenza del giudice di pace e del giudice monocratico; la tipologia di atti e procedure»; e il lavoro «dentro al fascicolo». La terza e ultima fase è dedicata «all’ufficio del pm» che prevede acquisizione di competenze su «convalide, atti e misure urgenti»; «giudizio direttissimo»; e «gestione del fascicolo processuale».

⁠Il ruolo di tutor spetta ai responsabilit delle aliquote di polizia, carabinieri e finanza della sezione di polizia giudiziaria, che affiancheranno gli agenti di polizia locale che i Comuni considereranno idonei per la formazione in Procura, purché «non coinvolti in procedimenti penali pendenti o definiti con sentenza di condanna». Al comandante della polizia locale cui appartiene l’agente spetta «l’obbligo di rammentare che l’attività del pubblico ministero è caratterizzata, permeata, dalla massima riservatezza e dal segreto d’ufficio». In questo senso, ⁠la Procura di Spoleto, «qualora si verificassero comportamenti lesivi, potrà, previa informazione all’amministrazione di appartenenza, sospendere e interrompere lo svolgimento dello stage formativo». Il protocollo stabilisce anche che ⁠«il personale opererà esclusivamente in abiti civili, non armato, e sarà tenuto ad assumere un atteggiamento/abbigliamento consono»..

Nel documento non si fa riferimento alla creazione di un’aliquota di polizia locale per la sezione di polizia giudiziaria della Procura di Spoleto, ma è stato direttamente Cicchella ad affermare: «Lo stage mira in primo luogo a far capire, in secondo luogo a far apprendere e quindi a far comprendere dove e come migliorare il proprio lavoro all’esterno, in terzo luogo, ed è l’obiettivo ma anche l’epilogo di questo percorso formativo, alla realizzazione di un’aliquota di polizia locale da affiancare a quelle che abbiamo già».

Al fianco di Cicchella il procuratore generale Sottani che ha definito «virtuosa» l’operazione sia in termini di «giustizia di prossimità» che «qualificazione degli agenti della polizia locale», sottolineando come il protocollo risulti «innovativo», tanto che si conta di «inviarlo sia al ministero della Giustizia che ad altre Procure della Repubblica», affinché ne possano valutare l’opportunità di replicarlo.

Di «grande occasione di crescita per il nostro personale, che siamo intenzionati a sfruttare al massimo» ha parlato il sindaco di Foligno Zuccarini, mentre il primo cittadino di Todi Ruggiano ha sottolineato come ci sia necessità di «grande preparazione per l’attività giudiziaria della polizia locale, che sicuramente darà rilevanti benefici». A concludere è stato il sindaco di Spoleto Sisti, che ha posto l’accento «sull’importanza di avviare il percorso nel segno della formazione, specie in un contesto come quello della Procura di Spoleto che in termini di personale soffre criticità note».

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