Viene descritto come ben inserito nella comunità, dolce, benvoluto da tutti Ovidio Stamulis, il ragazzo ucciso venerdì a colpi di mattarello dal compagno della madre. Diciassette anni non ancora compiuti (era nato il 20 novembre), con la mamma era arrivato in Italia dalla Romania e qui i due si erano formati una famiglia: con un papà, italiano, camionista che solo di recente aveva improvvisamente perso il lavoro, ed un fratellino, ancora piccolo, che frequenta le elementari, figlio della donna e del suo nuovo compagno. Il 17enne era un ragazzo «dolce e sensibile», nel ricordo del parroco di Pietrafitta, don Fabrizio. La sua – ha spiegato il religioso – era però una «famiglia problematica». Problemi economici, soprattutto, diventati gravi negli ultimi mesi, dopo che l’improvviso licenziamento del padre, ed anche qualche problema di salute – si è appreso – da parte della mamma. E c’é chi riferisce di continue liti in famiglia.
Dolce, sensibile e attento Proprio venerdì il ragazzo e il fratello avrebbero dovuto essere affidati a una casa famiglia. L’uomo si stava comunque dando da fare per cercare una nuova occupazione, ha spiegato il sindaco di Piegaro, Andrea Caporali, che lo aveva incontrato, una volta, di recente, perché era andato anche da lui a chiedere un lavoro. «Mi aveva dato l’impressione di una persona dignitosa – ha detto il sindaco – che stava cercando di risolvere il problema adattandosi a qualsiasi tipo di lavoro». Attualmente la mamma del ragazzo lavorava in un ristorante della zona. La situazione della famiglia, secondo quanto si è appreso, era all’attenzione dei servizi sociali del Comune ed anche della locale unità sanitaria. Il ragazzo, uno studente – ha ricordato don Fabrizio – era ben inserito nella comunità di Pietrafitta: lo scorso anno aveva frequentato un locale gruppo teatrale e svolgeva anche alcune piccole mansioni in parrocchia. «Era dolce, sensibile e attento – ha spiegato il sacerdote – pur con le difficoltà legate ai problemi in famiglia. Ma non introverso». «Sono spiazzato», ha commentato don Fabrizio.
Marini: sconcertata Nella piccola frazione, circa un migliaio di abitanti dove tutti si conoscono, in molti si stavano dando da fare per dare una mano alla famiglia di Stamulis. Una tragedia che ha scosso tutta la comunità regionale. Tra le reazioni alla vicenda, anche quella della presidente della Regione Catiuscia Marini che così commenta sulla sua bacheca Facebook: «Sono davvero sconvolta – scrive -, afflitta che nella nostra terra ancora una volta un giovane, all’interno del contesto familiare che avrebbe il dovere morale di difenderlo, viene barbaramente ucciso dalla violenza cieca di un adulto membro della sua stessa famiglia. Sono sconcertata».


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