di Maurizio Troccoli e Ivano Porfiri
E’ accaduto intorno a mezzanotte, alle porte di Piegaro. In una curva l’autobus è uscito fuori strada, ha divelto la barriera ed è precipitato giù a picco. Si è temuto il peggio, ma dei 35 giovani ricoverati all’ospedale di Perugia nessuno è grave. Tutto il nosocomio è stato mobilitato per prestare i soccorsi. forse all’origine dell’incidente un problema ai freni: l’autista è risultato negativo ai test su alcol e droga.
I particolari Si trattava di un trasporto organizzato dagli stessi giovani per recarsi in discoteca a Perugia, in occasione delle festività di Halloween. E’ quanto si apprende dopo poche ore dall’incidente. I giovani sono quasi tutti provenienti dall’Orvietano, diretti verso la discoteca «Cantiere 21». Avrebbero organizzato questo trasporto proprio per una maggiore sicurezza in questi giorni di festa e di divertimento. Proprio per affidarsi a buone mani che li avrebbero ricondotti a casa anche se si fosse bevuto un po’ di più. Proprio per evitare di tornare a casa a bordo delle proprie auto. Ma non è bastato per evitare di rimanere vittima di un incidente che poteva essere una tragedia.
Un testimone Tra i presenti sul posto durante i soccorsi un giovane automobilista ha raccontato di avere visto poco prima l’autobus, a poca distanza dal luogo dell’incidente, che percorreva la strada in maniera «insolita». Ha raccontato infatti di averlo visto stringere una curva proprio mentre incrociava la sua auto e di essere riuscito ad evitarlo per poco. Poi il tragico incidente.
Scene da incubo All’arrivo dei soccorsi si è temuto di trovarsi di fronte ad una tragedia: la protezione della strada completamente smantellata, alberi divelti e le lamiere dell’autobus a valle, visibili dalla strada solo grazie alle scarse luci dei fari. Quindi i soccorsi. Per alcuni ragazzi, intrappolati in mezzo alle lamiere e ai sedili divelti è stato necessario l’intervento degli uomini dei vigili del fuoco che, attraverso un duro lavoro, con due squadre e cinque mezzi, sono riusciti a tirarli fuori dalle lamiere e sdraiarli sulle barelle con le quali sono stati accompagnati alle ambulanze. Molti ragazzi sono riusciti a risalire la scarpata con le proprie gambe, grazie anche all’aiuto dei soccorritori del 118 e dei vigili del fuoco. Altri invece sono stati prelevati dalle lamiere e trasportati in barella dalla parte sottostante la vallata. Tra questi molti hanno provato l’arrampicata feriti, scioccati, impiegando ogni sforzo per una risalita complicata e pericolosa. Molti di loro senza scarpe e oggetti personali.
I soccorsi Nel luogo in cui è precipitato l’autobus c’è un piccolo ruscello, attraversando il quale è stato possibile per i soccorritori avvicinarsi all’autobus e soccorrere con le barelle i giovani che versavano in condizioni più gravi. Sgomento, paura, incredulità tra i numerosi presenti che si sono precipitati sul posto. Tra questi numerosi genitori dei giovani che sono stati allertati nella notte e che hanno raggiunto il luogo dell’incidente per accertarsi delle condizioni dei propri ragazzi.
Ospedale mobilitato per 35 ricoverati, rimane ricoverato solo uno Sono in totale 35 i feriti ricoverati all’ospedale perugino Santa Maria della Misericordia. Per il nosocomio si è trattato di una piccola-media emergenza: 6 le ambulanze sul posto, che hanno portato 8 giovani. Altri sono stati accompagnati con mezzi privati. I feriti più lievi sono stati dirottati verso l’ospedale di Città della Pieve. Tutto l’ospedale perugino è stato mobilitato con medici richiamati in servizio: dagli oculisti ai radiologi ai cardiologi. Ma anche i volontari del 118, tutti in prima fila in una notte difficile. Diversi feriti hanno subito traumi su cui sono stati fatti accertamenti: sei persone tra cui due ragazze incastrate tra le lamiere quelle con condizioni inizialmente più gravi: fratture, contusioni più forti, trauma cranico ma nessuno è in prognosi riservata. Tutti i ragazzi comunque sono stati dimessi nella giornata di martedì, tranne uno ricoverato in ortopedia per una frattura scomposta ad un braccio.
L’autista: non rispondevano i freni Sul luogo sono intervenuti anche i carabinieri di Città della Pieve, che stanno svolgendo le indagini per accertare le dinamiche della vicenda. Anche se, da una prima ricostruzione, fornita dallo stesso autista dell’autobus, che è risultato negativo all’alcol test e al test per rilevare la presenza di stupefacenti nel sangue, all’origine dell’incidente potrebbe esserci un problema ai freni. Il conducente ha infatti riferito ai militari di non essere riuscito a frenare. Lo stesso autista ha riferito di aver camminato per qualche chilometro prima di arrivare alla stazione dei carabinieri di Piegaro con cui non riusciva a mettersi in contatto telefonicamente perché il telefonino era caduto nella scarpata.


