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giovedì 30 giugno - Aggiornato alle 22:10

Pestaggio in discoteca a Foligno, arrestati quattro 20enni: «Avevano già seminato terrore»

L’episodio nello scorso agosto, vittima un 30enne bancario: «Grazie a chi ha fatto le indagini. Sarò parte civile nel processo»

I quattro arrestati

di Iv. Por.

Individuati e arrestati i quattro aggressori di due giovani folignati, vittime di un pestaggio in una discoteca della zona, la scorsa estate. Ci hanno lavorato per mesi, gli agenti del commissariato di Foligno coordinati dalla procura della Repubblica spoletina. Indagini fatte di testimonianze, immagini delle telecamere, perizie legali, intercettazioni e pedinamenti.

L’episodio di agosto La polizia ha rivelato i dettagli dell’operazione in una conferenza stampa al commissariato di Foligno. Si tratta della violenta aggressione subita in particolare da un 30enne impiegato di banca, avvenuta all’interno e poi all’esterno di una discoteca folignate il 29 luglio scorso. Il pestaggio fu tanto violento che il ragazzo ha subito danni permanenti fino a rischiare di rimanere su una sedia a rotelle. Come aveva denunciato il suo legale, l’avvocato Giovanni Picuti, il 30enne stava ballando quando ha inavvertitamente dato un pestone un’altra persona. Giratosi per chiedere scusa, ha ricevuto un pugno in faccia.

Pestaggio all’esterno Intervenuta la sicurezza del locale, gli animi sembravano essersi placati, ma quando è uscito fuori ha trovato il branco composto da quattro persone, che lo hanno accerchiato e pestato con calci e pugni. Ricoverato in ospedale, gli sono state riscontrate fratture a costole e vertebre, oltre a ferite e contusioni alle mascelle e agli zigomi. Traumi certificati anche da una perizia medico-legale. La denuncia è stata sporta contro ignoti per il reato di lesioni gravissime, che superano i 40 giorni di prognosi, che hanno portato a una invalidità permanente. All’esterno del locale, fra l’altro, alcune persone presenti sono intervenute per difendere e soccorrere il giovane, avendo la peggio a loro volta. In particolare un giovane medico che poi ha sporto denuncia e risulta come il secondo aggredito.

Gli arrestati Agli arresti per lesioni aggravate da futili motivi in concorso sono finiti M.S., 19 anni albanese, e tre 20enni: F.E. e G.J. albanesi e l’italiano P.G. «Non sono nuovi a questo tipo di comportamento – ha affermato il vicequestore Bruno Antonini, nella conferenza stampa -. Una violenza gratuita da parte di una banda che gravitava in locali e feste notturne e capace di instaurare un clima di terrore tra i giovani». In precedenza, infatti, episodi simili erano avvenuti in alcune sagre e nella taverna di un rione della Quintana, il Badia, lo scorso giugno. Per i quattro, pregiudicati a vario titolo per reati contro la persona o inerenti la droga, il gip di Spoleto ha disposto gli arresti domiciliari. Il provvedimento cautelare è stato eseguito in tre casi a Foligno, mentre il quarto – giudicato colui che teneva le redini del gruppo – è stato raggiunto a Milano, dove attualmente risiede. Individuata anche una quinta persona, che era alla guida dell’auto con cui il gruppo si è allontanato prima dell’arrivo della polizia, ma non risulta indagata.

Tre mesi a letto In una nota il 30enne vittima del pestaggio, attraverso l’avvocato Giovanni Picuti, esprime il proprio «ringraziamento nei confronti della questura e di quanti hanno operato per identificare i suoi aggressori e proceduto al loro arresto». «Le lesioni da lui riportate – aggiunge Picuti – sono gravissime e per un puro miracolo, solo a distanza di tre mesi dall’ignobile pestaggio gli è stato detto che tornerà a camminare con le proprie gambe. Tuttavia i postumi invalidanti rimarranno di particolare entità. Si costituirà parte civile nel processo a carico dei suoi aggressori». Fra l’altro il 30enne è stato costretto – e ancora lo è – a stare lontano dal proprio lavoro, anche per questo è grato anche nei confronti di quanti gli hanno mostrato la loro solidarietà e coloro che hanno collaborato con la polizia per l’identificazione dei responsabili, convinto che si tratti di soggetti particolarmente pericolosi e che quindi giustamente sono stati oggetto del provvedimento cautelare richiesto dalla Procura di Spoleto per evitare che quanto successo a lui si ripeta a danno di altri.

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