A breve sarà emanato il bando di gara per la fornitura del nuovo formo crematorio di Perugia, che è anche l’unico dell’Umbria. Ad assicurarlo è l’assessore con delega ai servizi cimiteriali Dramane Waguè, che risponde così alle critiche sollevate nelle scorse ore dal socialista Nilo Arcudi: «Il nostro obiettivo – dice – è quello di rispondere, in questo modo, alle esigenze dei familiari dei defunti in maniera sempre più tempestiva ed economica, considerando che i defunti vengono portati a Perugia per la cremazione non solo dalla città, ma da tutta la regione e anche da fuori regione». Da tempo ormai il forno è chiuso dopo più di venticinque anni di servizio, e palazzo dei Priori attraverso i suoi tecnici ha verificato che è più conveniente indire una gara e installarne uno nuovo piuttosto che ripararlo. «In virtù di questo – spiega ancora palazzo dei Priori -, l’Assessorato aveva già da tempo previsto in bilancio le risorse per la costruzione di un forno crematorio nuovo, più efficiente ed economico».
Operazione complessa Annualmente il forno crematorio cittadino tratta all’incirca 1.600 salme. Il costo per i residenti nel territorio del Comune di Perugia è di 221 euro, che salgono a 441 per chi arriva da fuori. Alcuni giorni fa, il 9 marzo, il Comune si è seduto a un tavolo per un «dialogo tecnico» con alcune delle poche aziende che in Italia si occupano di questo tipo di impianti. L’operazione che porterà alla costruzione del nuovo forno non è semplice: «La progettazione e conseguente realizzazione dell’impianto – spiega palazzo dei Priori – risulta molto complessa e particolare, con non pochi risvolti specialistici». «Tale progettazione e conseguente realizzazione – continua il Comune – è ulteriormente complicata dall’involucro che dovrà contenere il forno (che si trova al cimitero monumentale, ndr) che per sua natura, essendo esistente, presenta possibili vincoli progettuali, ancor più pressanti in funzione anche del fatto che c’è un ‘vincolo monumentale’ che non consente di per se grandi modifiche della struttura». Insomma, gara e costruzione sono complesse e i tempi presumibilmente non brevi.
