di M.T.
Fai per predisporre un’operazione di polizia per monitorare un quartiere della città e, in una notte d’inizio settimana, capitano tre episodi, l’uno dietro l’altro, che non rassicurano affatto.
E’ lunedì sera e il quartiere della Pallotta è completamente presidiato, «cinturato» direbbero i poliziotti. Significa che ogni accesso è sotto il controllo degli agenti. Chiunque si trovi all’interno, per strada o nei locali pubblici, non passerà inosservato agli agenti. Primo obiettivo un bar della zona. All’interno i poliziotti controllano un tunisino 35enne. In tasca ha un bisturi con una lama di 3 centimetri e una impugnatura di 12. Non saprà giustificarne il possesso, sarà denunciato.
Mentre i poliziotti della Volante e del reparto Prevenzione crimine continuano il piano dei controlli, alla sala operativa della polizia arriva la segnalazione di una rapina, appena tentata poco più in là rispetto a dove si trovano i poliziotti. Precisamente nell’area del parco San’Anna. Un salto e i poliziotti raggiungono il luogo segnalato dove trovano un ragazzo visibilmente spaventato. Racconta di essere a passeggio con il suo cane e di venireavvicinato da un uomo, mentre un’altro faceva da palo. Questi gli chiede prima una sigaretta e poi, assumendo atteggiamenti sempre più violenti, gli chiede di dargli tutto quello che ha strattonandolo con la mano al bavero della giacca. Il ragazzo aggiunge di conoscere quei tipi. Sarebbero quelli che frequentano la zona. Insomma volti noti. Mentre il ragazzo era vittima della furia del rapinatore diverse persone si avvicinano richiamati dalle sue urla. Saranno loro a fare convincere il maleintenzionato che era meglio darsela a gambe.
Non andrà molto lontano. I poliziotti sono presto sulle sue tracce fino a individuarlo e fermarlo. E’ un algerino di 50 anni che da via della Pallotta a Capanne impiega meno tempo di quanto immaginasse. Quello necessario a passare in questura per le procedure del caso. E’ un pluripregiudicato senza fissa dimora. Ma la serata della polizia ha un altro capitolo. Un palestinese di 35 anni è stato denunciato per porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere. Anche lui ha in tasca un taglierino ed è stato fermato nello stesso parco dove è avvenuta la rapina, anche se non c’entra nulla con la vicenda. All’appello manca invece il palo del rapinatore. I poliziotti lo stanno cercando.
