di M.R.

«Nudo davanti ad un’infermiera senza rendermene conto». È uno degli episodi narrati da Raffaele Sollecito, ospite della trasmissione Openspace (su Italia 1) condotta da Nadia Toffa. L’ex fidanzato di Amanda Knox, con la quale ha avuto una brevissima storia di soli 5 giorni come conferma lui stesso, si racconta a margine di quello che definisce un ‘incubo giudiziario’, definitivamente terminato lo scorso marzo con la sua assoluzione per l’omicidio di Meredith Kercher.

Celebrità Nello studio televisivo, lo studente pugliese salito alla ribalta della cronaca mondiale per il delitto di Perugia è stato invitato per parlare di come sia cambiata la sua vita dopo la straordinaria esposizione mediatica che lo ha visto protagonista e l’esperienza in carcere, una parentesi della propria vita che Sollecito ripercorre pagina dopo pagina nel suo libro ‘Un passo fuori dalla notte’: «L’ho scritto per parlare di me attraverso me stesso, voglio riscattare la mia persona».

L’opinione pubblica Per strada, stando al racconto dello stesso Raffaele, tutti lo riconoscono e qualcuno gli chiede pure un selfie: «Rispondo di no, lo trovo fuori da ogni logica. Non ho scelto io di essere una celebrità, non sono un cantante, non sono un attore né un ballerino, semplicemente la vittima di un incubo durato più di 7 lunghi anni durante i quali ho sfiorato la follia». L’esperienza più toccante quella del carcere, in particolare i sei mesi trascorsi in isolamento: «Sono stato rinchiuso in una cella di 6 metri quadrati lontano dalla vita comune con gli altri detenuti, poi successivamente in quella per disabili che è leggermente più grande e a poco a poco perdevo la cognizione del tempo e dello spazio».

L’isolamento «Per avere un contatto col mondo esterno non facevo che misurare con un termometro la temperatura ma ho rischiato di impazzire». ‘Come te ne sei accorto?’ chiede la Toffa: «Un giorno come ogni mattina è arrivata in cella l’infermiera e mi ha guardato in modo strano, ma ho realizzato solo quando si è allontanata e allora mi sono interrogato e quando mi sono guardato mi sono reso conto di essere completamente nudo». In carcere avrebbe subito anche delle avances: «Sono stato messo in isolamento perché secondo il codice del carcere, quello non scritto, gli altri detenuti, essendo accusato di omicidio, avrebbero potuto scaricare su di me le proprie frustrazioni ma io mi sono sempre comportato bene, sono gentile, provengo da una buona famiglia»

La giustizia Tornato a vita comune con gli altri carcerati: «Qualcuno con carenze affettive importanti ci ha provato con me a prescindere dalla propria tendenza sessuale, in carcere – spiega Sollecito – ci sono zone di passaggio pericolose, i luoghi che più espongono a questo tipo di cose sono le docce e le trombe delle scale». Tra le pieghe dei vari argomenti affrontati nel corso dell’intervista sono emersi dettagli piuttosto intimi della vita privata di Sollecito. I curiosi del web hanno voluto sapere da Raffaele se dopo il carcere fa più sesso: «Ho perso la verginità a 22 anni essendo stato molto introverso e timido in adolescenza, a 23 sono stato sbattuto in carcere quindi per forza di cose la mia attività è più intensa adesso che ho tempo e modo». Tra i quesiti posti al 30enne uno in particolare ha riguardato la giustizia: «Non so se richiederò il risarcimento, quello che ho chiesto con forza ai miei legali è far sì che emergano le falle e gli errori del sistema, quelli che mi hanno reso vittima di un incubo; in carcere non ci sono solo colpevoli».

Twitter @martarosati28

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