Arresto della polizia. Foto generica Fabrizio Troccoli

di En.Ber.

Prende a pugni la moglie durante una lite e poi tenta di impedire agli agenti di farsi arrestare. Ubriaco fradicio viene comunque accompagnato in questura e indagato per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e rifiuto di fornire le proprie generalità. Nel processo per direttissima il giudice lo ha già condannato a nove mesi di reclusione.

Marito violento E’ questo, in sintesi, l’episodio di un «marito manesco» che ha picchiato la moglie davanti alla figlioletta: la donna, col viso tumefatto e sanguinante, è riuscita a fuggire e ha chiamato il 113. Ai poliziotti ha spiegato di essere stata aggredita dal coniuge durante una discussione su una relazione extraconiugale. Incurante della presenza della ragazzina l’uomo ha aggredito la moglie che lo stava rimproverando sferrandole alcuni pugni sul volto ma lei è riuscita ad allontanarsi di casa e a rifugiarsi nel cortile.

«Fatevi i fatti vostri» I poliziotti della squadra volante – è ancora la ricostruzione dell’accusa – hanno raggiunto l’appartamento ma hanno dovuto bussare in maniera energica per farsi aprire la porta. L’uomo – è stato riferito – era visibilmente ubriaco e pronunciava frasi incomprensibili agli agenti. Una, però, l’hanno capita: «Dovete farvi i fatti vostri». Quando gli agenti hanno chiesto all’uomo di esibire un documento d’identità lui ha tentato di chiuderli fuori di casa spintonandoli con alcune manate, quindi calci e pugni per scappare.

Moglie al pronto soccorso Dopo una breve colluttazione è stato comunque bloccato, portato in questura ed arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. La moglie è stata medicata al pronto soccorso. L’uomo – come detto – è stato anche indagato per essersi rifiutato di fornire le proprie generalità e lesioni. Al termine del processo con rito direttissimo è tornato libero. Condannato ma libero.

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