Umberto Ginocchietti

Perugia dice addio a Umberto Ginocchietti. La notizia della morte dello stilista perugino è arrivata venerdì pomeriggio. Ginocchietti, 74 anni, ha scritto un pezzo di storia della moda italiana. Una notizia che arriva all’improvviso e lascia attoniti i tanti che lo hanno conosciuto e ammirato. La scalata di Ginocchietti al mondo della moda inizia alla metà degli anni ’60, quando a Milano lo assume una nota azienda dell’epoca, ovvero la «Lane Rossi». Un’esperienza importante durante la quale matura l’intenzione di avviare una sua produzione di maglieria e di abiti di alto pregio. il successo arriva presto tanto che, nel 1974, il direttore creativo per Umberto Ginocchietti era Giorgio Armani. Tra gli altri importanti nomi che hanno fatto parte della storia di Umberto Ginocchietti ci sono anche Dolce & Gabbana e Moschino, anch’essi direttori creativi del brand.

La scalata E così nel giro di pochi anni il marchio Ginocchietti diventa uno dei più noti ed apprezzati al mondo, con tanti volti che dal 1980 (anno in cui i dipendenti erano 1.400 più 5 mila collaboratori esterni) alla metà degli anni ’90 diventano suoi testimonial: basti pensare a Cindy Crawford, Claudia Schiffer, Kelly Lebrock, Tatjana Patitz, Isabella Rossellini e tanti altri. Un’esperienza artistica e industriale di alto livello con Ginocchietti che, agli albori degli anni ’70, si adoperò per costruire quelle fabbriche di maglieria a Solomeo prima che Brunello Cucinelli le rilevasse, cambiando poi anche il volto del piccolo e allora dimenticato borgo. La produzione cessò nel 1996, ma ancora oggi si possono acquistare online i capi di maglieria che portano il suo nome.

Il cordoglio di Romizi «Stilista, imprenditore, uomo di azienda e nello stesso tempo persona di grande gusto. Umberto Ginocchietti – dice il sindaco di Perugia Andrea Romizi – era tutto questo, e molto altro. La sua scomparsa addolora chi ha visto in lui un visionario costruttivo che ha scritto una pagina importante del Made in Italy; più che una vetrina, l’immagine di un Paese che riesce a esprimere attraverso l’eleganza la sua capacità imprenditoriale. Ginocchietti faceva parte di quella leva di imprenditori perugini che nella moda ha lasciato un segno forte, contribuendo a fare di Perugia un centro del tessile di qualità. Alla sua famiglia le condoglianze dell’amministrazione comunale».

Mai subalterno «Umberto Ginocchietti – scrive poi la presidente della Regione Catiuscia Marini – è stato uno degli imprenditori umbri che hanno contribuito a scrivere una importante pagina della storia italiana della moda, dell’industria tessile e dell’abbigliamento. Alla famiglia il più sincero cordoglio mio personale e di tutta la giunta regionale. «Con la scomparsa di Umberto Ginocchietti – afferma la presidente – Perugia e l’Umbria perdono un imprenditore di straordinaria intelligenza e capacità creativa. Le sue doti di stilista e il suo grande talento anticipatore di gusti e stili lo hanno reso un grande protagonista dell’alta moda in Italia e nel mondo. Un industriale molto legato alla sua terra che non ha mai accettato alcuna forma di subalternità imprenditoriale e culturale e che ha contribuito molto, con le sue imprese, alla crescita economica della nostra regione».

Un pioniere Secondo Gianluca Mirabassi della sezione tessile di Confindustria Umbria, Ginocchietti è stato «un pioniere del tessile che ha contribuito – scrive – a far conosce la maglieria made in Umbria nel mondo. C’è una continuità ideale – ha aggiunto Mirabassi – tra quello che hanno creato Ginocchietti, e altri imprenditori del suo tempo, e quello che oggi è il nostro comparto in Umbria. La nostra generazione ha cercato di non disperdere le capacità artigianali e creative di quell’epoca cercando di adeguare il modello di impresa alle esigenze contemporanee».

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