Le tracce davanti alla casa del delitto

di Maurizio Troccoli

Le urla della ragazza che chiede aiuto e «tanta paura». Non hanno messo il becco fuori dalla porta i vicini di casa della coppia di ragazzi che sono rimasti vittime (lui ammazzato, lei ferita) dei colpi d’arma da fuoco, nel cuore della notte di lunedì. Almeno fino a quando non è arrivata la polizia. Intanto «lei, la ragazza ferita, urlava, chiedeva aiuto – ha detto la testimone, una donna che abita nello stesso pianerottolo della coppietta -ma non sono riuscita a fare null’altro che chiamare la polizia». Julia Tosti è ferita al braccio e probabilmente ha vicino a se il corpo del fidanzato, mentre l’assassino scappa. Lei «continuava a urlare aiuto aiuto», dice ancora la donna.

VIDEO. I TESTIMONI: «TERRORIZZATI»

VIDEO SUL LUOGO DELLA TRAGEDIA

Paura «Io mi sono chiusa in casa – ha detto una ragazza che abita al pian terreno del condominio orizzontale di via Ettore Ricci, al palazzo a fianco a quello finito sotto i riflettori della cronaca – non sono riuscita ad uscire anche dopo che sono arrivati i poliziotti. Penso ancora che l’assassino si possa essere nascosto nei garage qui sotto. Chi lo sa. Magari ne ha trovato uno mezzo aperto e si è infilato dentro, in attesa che questo caos qui davanti finisse».

FOTOGALLERY. LA TRAGEDIA DI VIA RICCI

Un quartiere in trasformazione C’è terrore, ansia, in questo quartiere della prima periferia Perugina, nei pressi della stazione ferroviaria. Via Ettore Ricci, quella che una volta era un’aria residenziale popolare e poi presa d’assalto dagli studenti all’epoca in cui (prima del delitto Meredith del 2007) Perugia era tra le principali sedi universitarie d’Italia. E questa era una strada popolata di studenti del Sud Italia. Chi scrive la conosce bene, come conosce bene quel condominio e quel pianerottolo al terzo piano, per averci vissuto 5 anni. Erano appartamenti comodi per gli studenti, a basso costo (circa 600 euro mensili) per tre camere, cucina e bagno, in tutto scarsi 100 metri quadrati. Di studenti ne sono rimasti pochi, di cui qualcuno che è ancora lì, nonostante abbia finito l’università e avviato la carriera lavorativa. Nel tempo agli studenti si sono sostituiti molti immigrati e, gli anziani di allora, hanno lasciato il posto ai nuovi inquilini lavoratori che qui trovano un quartiere dormitorio.

Quelle grida nel cuore della notte «Erano le tre di notte – racconta ancora la donna della porta a fianco a quella dell’appartamento del delitto, rimasta sola con la figlia dopo la morte del marito – ho sentito le urla e un forte rumore lungo le scale. Poi la ragazza che chiedeva aiuto. Sentivo che era dentro l’appartamento ma non ho sentito il colpo di pistola. Ho chiamato la polizia che è arrivata dopo poco. E poi l’ambulanza ha portato via Julia. Ho sentito che diceva aiuto, aiuto, aiutatemi. Non ce l’ho fatta ad aprire, con questi giovani, sa, si richia di prendere una botta in testa. Anche io ho una figlia giovane ho avuto paura».

I rumori mentre l’assassino fuggiva Pochi metri più in là, al piano terra della palazzina adiacente a quella violentata dalla tragedia, una ragazza si affaccia alla finestra. «Non sono più una studentessa – dice – vivo qui con il mio fidanzato. E’ stato lui a sentire quei rumori per primo. Poi abbiamo sentito un colpo proprio sotto la nostra finestra. Credo che sia stato lui a urtare contro la ringhiera che è sotto il nostro balcone, mentre scappava via, verso la strada principale. Ho visto arrivare i poliziotti che con delle torce, al buio, cercavano qualcosa qui a terra».

Chi sono i due giovani «Anche io ho sentito un trambusto forte per le scale – ha raccontato un’anziana che vive al pian terreno della stessa palazzina del ‘delitto di via Ettore Ricci’ – ma sono rimasta in casa in preda alla paura. Si, conosco questa famiglia. La Julia vive qui con il fidanzato mentre prima ci viveva la nonna che ora è andata a vivere con il suo figlio, il padre di Julia. Lei abita qui da fine estate scorsa. Io vedevo il suo ragazzo entrare e uscire ma non lo conoscevo. Qualche lite in precedenza c’è stata». Sul conto dei due fidanzati un conoscente della famiglia della ragazza aggiunge: «Julia era una ragazza bravissima, stava spesso con la nonna. E’ vissuta ed è stata educata qui. Da quando stava con questo ragazzo è diventata un pochino restia si è ritirata. Lui, dicevano, che era un pochettino strano».

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