Il 35enne arrestato

Oltre tre etti di eroina pura, per la precisione 335 grammi, nascosti nel parafango di un’auto e diretti probabilmente alla piazza di Perugia. Alla guida della macchina, una Volkswagen, c’è un 35enne tunisino pluripregiudicato, Mabrouk Khelifi, arrestato nella notte tra lunedì e martedì dalla squadra mobile di Perugia lungo la E45, all’altezza di Pontevalleceppi. Tutto inizia intorno alle 23 a Deruta quando gli agenti del sezione Contrasto alla criminalità diffusa, coordinati dal sostituto commissario Roscioli, battendo le vie principali di accesso al capoluogo umbro si accorgono che l’autista è una vecchia conoscenza.

La scoperta Pochi minuti bastano per risalire, attraverso la targa, all’identità del 35enne tunisino, che ha alle spalle numerosi precedenti per droga. A quel punto gli agenti decidono di pedinare e di fermare il corriere a Pontevalleceppi. Visto il curriculum, la polizia perquisisce sia lui, sempre più nervoso, che l’auto, smontandone alcuni pezzi della carrozzeria. Un lungo lavoro che dà i suoi frutti: nascosto all’interno del parafango c’è infatti un pacco avvolto da nastro isolante nero. Dentro, 30 ovuli termosaldati, quelli che di solito i corrieri ingoiano rischiando la vita, per un totale di oltre tre etti di eroina pura. Addosso al tunisino poi vengono trovati 200 euro in contanti dei quali, non avendo un lavoro né una casa, non sa dare alcuna spiegazione. Per lui sono quindi scattate le manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

I precedenti Ora toccherà agli investigatori capire da dove l’eroina provenisse e a chi fosse diretta: «Per adesso – osserva la polizia -, l’unica certezza è che l’arrestato e i suoi eventuali complici nel traffico hanno subìto un danno economico molto pesante». A tradire Khelifi sono stati i suoi precedenti, dei quali gli agenti si sono ricordati una volta visto il tunisino alla guida della macchina: nel febbraio del 2012, in via della Pergola, per sfuggire a un controllo accostò all’improvviso, compiendo una manovra pericolosissima, per far scendere ‘al volo’ un connazionale che stava trasportando droga. In quell’occasione furono ritrovati 1.700 euro in contanti, frutto dello spaccio, e piccole dosi di eroina. Essendo soltanto l’autista Khelifi se la cavò con un’assoluzione. Un anno dopo invece si presenta all’ospedale di Perugia con una ferita da taglio all’orecchio e al volto, raccontando alla polizia di essersele procurate trasportando un armadio. Una ricostruzione alla quale ovviamente gli agenti non credono, collegando le ferite alle ‘solite’ questioni legate al controllo dello spaccio.

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