Ambulanza (foto d'archivio F.Troccoli)

di Enzo Beretta

Accerchiato e massacrato di botte dal branco davanti al kebab di via Bartolo nel centro di Perugia. È quanto accaduto a un giovane di 16 anni che ha ottenuto dal giudice Piercarlo Frabotta una provvisionale risarcitoria immediatamente esecutiva di 4.500 euro. Solo due dei suoi presunti aggressori, però, per quei fatti avvenuti durante la notte del 14 maggio 2017, erano stati identificati: uno è stato prosciolto in udienza preliminare, l’altro – un greco di 29 anni – è stato condannato a un anno di carcere (pena sospesa) per lesioni aggravate.

La persona offesa, assistita dall’avvocato Chiara Casaglia, preso a pugni e a calci anche quando si trovava a terra, aveva riportato ferite per 40 giorni. Probabilmente a innescare la lite era stata una parola di troppo. Secondo la ricostruzione della Procura della Repubblica il greco «dopo aver sfiorato un pugno al volto del 16enne, determinandone la caduta a terra, insieme ad altri soggetti rimasti non identificati, lo accerchiava per poi sferrare contro di lui calci tali da cagionargli lesioni personali consistite in ‘contusione non commotiva del volto, escoriazione regione frontale, abrasione labbro inferiore, ecchimosi del mento, contusione abrasa al gomito destro, contusione alla gamba destra, trauma distorsivo alla caviglia sinistra’».

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